Il Tirreno

L’addio a Marco Bonotti «Eri un padre stupendo, proteggeremo i tuoi tesori»

Manuela D’Angelo
L’addio a Marco Bonotti «Eri un padre stupendo, proteggeremo i tuoi tesori»

L’addio al camionista tra i clacson dei colleghi 

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Manuela D’Angelo

massa. Lampeggianti accesi e il tipico suono assordante dei clacson dei giganti della strada, hanno riempito di luci e rumori il piazzale della chiesa di San Sebastiano, per salutare Marco Bonotti, il camionista morto in montagna domenica scorsa. Dieci camion, compreso il suo, sono rimasti parcheggiati fuori dalla chiesa durante il funerale del 45 enne, a cui hanno partecipato centinaia di persone.

S. Sebastiano era colma di parenti e amici, la bara coperta da rose rosse e in prima fila la moglie di Marco, la madre e la figlia adolescente. Marco lascia anche altre due bambine piccole. «Questa è una lezione che non avrei mai voluto darti – dice don Daniele Ferrari alla ragazza – dino ad oggi giustamente ti è stato detto che la vita è bella, che ti aspettano grandi cose, che sarai sempre felice e invece hai dovuto dire addio a tuo padre troppo presto. Marco adesso è in un'altra dimensione ma una dimensione che esiste e in cui tutti voi dovete credere. Tornerai ad essere felice bambina, e dedicherai la tua nuova felicità a papà, che non smetterà mai di proteggerti. Adesso è il momento per voi della preghiera, e della fede». Marco è morto sul monte Tambura, mentre percorreva la Via Vandelli; camionista e padre di tre bambine è scivolato e precipitato per circa 400 metri, tradito probabilmente da un tratto ghiacciato che, nonostante fosse un escursionista esperto, non ha potuto prevedere. Con lui c'erano anche altri escursionisti, che hanno dato l'allarme, ma all'arrivo del Pegaso non c'era già più nulla da fare per Marco. E' stata una frazione di secondi, un attimo infinito e la vita di numerose persone è stata distrutta dal dolore.

«Sei stato un figlio esemplare, un marito amorevole, un padre meraviglioso, il fratello che tutti vorremmo avere e un amico per tanti-– dicono dal pulpito due cugine di Marco Bonotti, leggendo poche righe piene di amore tra le lacrime – Ora sei un angelo e noi ti promettiamo che ci prenderemo cura dei tre tesori che hai lasciato qui sulla terra e le inonderemo di un affetto infinito. Ciao Marco».

All'uscita da San Sebastiano un lunghissimo applauso ha accompagnato il feretro verso il piazzale, mentre i camionisti rientrati negli abitacoli hanno acceso i lampeggianti e suonato i potenti clacson. La giovane figlia di Marco Bonotti è stata raggiunta dai suoi compagni di classe, che l'hanno aspettata silenziosi fuori dalla chiesa per tutto il tempo. Poi il corteo dei camion, tra cui quello di Marco, ha lasciato il centro storico, ancora tra gli applausi della folla.

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di Redazione web