Sicurezza
Prelevate tracce di liquido in strada per risalire alle cause dell’incendio
Sopralluogo dei carabinieri in piazza Labindo. Al vaglio degli inquirenti anche le telecamere in zona
Tiziana Gori
fivizzano. Li hanno visti alzare i piastroni e prelevare tracce del liquido presente negli interstizi.
Non è passato inosservato ieri pomeriggio, ai residenti in piazza Labindo, il gruppo di persone all’opera sui piastroni in pietra arenaria, nei due punti da cui potrebbe essere partito l’incendio che ha distrutto tre auto, due delle quali di proprietà del presidente del Parco Apuane, Alberto Putamorsi, e di suo figlio Alessandro. Una terza auto, un’utilitaria, era invece di proprietà di una residente nella piazzetta.
C’erano vigili urbani, carabinieri, un tecnico del Comune e personale della scientifica. Si vuole capire se l’incendio sia stato doloso o accidentale. Il rogo di mercoledì sera per puro caso non ha avuto conseguenze peggiori. «Mio figlio – ha detto con sollievo il giorno dopo Putamorsi – non aveva avuto voglia di fare il pieno di gas metano».
Putamorsi ritiene più probabile l’ipotesi dolosa, e ha fornito agli inquirenti alcune informazioni utili a rintracciare eventuali colpevoli. Che non farebbero parte né di gruppi imprenditoriali del marmo né di circoli ambientalisti.
Ci sono due punti della piazza, come dicevamo, su cui sono stati eseguiti rilievi. Uno a monte e uno a valle del luogo in cui erano parcheggiate le auto. Se fossero trovate tracce di liquido combustibile – non gasolio – sotto i piastroni di quello a monte sarebbe acclarato che l’incendio è stato doloso. I carabinieri stanno anche visionando i filmati delle videocamere presenti in zona, comprese quelle fuori dal centro storico. Le immagini sono in molti casi non nitide, ma si spera di riuscire a ricavare dei fotogrammi utili alle indagini.
Giovedì mattina, dodici ore dopo il rogo di piazza Labindo, un pensionato di Debicò ha scoperto nel suo podere una tanica vuota, insieme a due paia di guanti e due giubbotti. Un ritrovamento sospetto, che ha convinto gli investigatori a esaminare con più convinzione la pista del dolo.
Tutto il centro di Fivizzano mercoledì sera ha vissuto o appreso a distanza di pochi minuti, delle fiamme che avevano distrutto tre auto in piazza Labindo. Putamorsi era uscito di casa intorno alle 22, 30, dopo essere stato avvertito dalla moglie di uno strano bagliore intorno alle auto. Pochi istanti e la Bmw, la Panda e l’altra auto, sono state risucchiate da lingue di fuoco. Gli airbag che si aprivano con un botto, le gomme che scoppiavano. —
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