Sicurezza
Bocciate le proposte dell’opposizione sulla viabilità
FIVIZZANO. La minoranza consigliare di Futuro al Centro relaziona sull’ultimo consiglio comunale dove erano presenti tre proposte della stessa minoranza che sono state tutte bocciate dalla maggioranza. La prima prevedeva la sistemazione del bivio fra la strada provinciale proveniente da Marciaso e la riapertura della strada provinciale proveniente da Equi Terme all’interno di Monzone. Dove il ripristino della viabilità originale senza cartellonistica ha prodotto, secondo l’opposizione, numerose situazioni di pericolo alcune sfociate in incidenti. Il consigliere Mirco Moscatelli aveva a tal proposito sollecitato «una soluzione, subito dopo le prime segnalazioni della popolazione, all’assessore Giovanni Poleschi, il quale aveva rassicurato una immediata soluzione quantomeno provvisoria. Ovviamente delle rassicurazioni dell’assessore non se ne è fatto nulla».
Bocciata anche la mozione per la richiesta di dissuasori «perché prima di poterli installare è stato richiesto l’autorizzazione alla Provincia. Nel frattempo i rallentatori sono stati acquistati e se la Provincia non darà parere favorevole verranno installati da un'altra parte». La seconda mozione riguardante la richiesta di inserimento all’interno di un futuro bando per la gestione dell’Ostello di una clausola che preveda che l’assegnatario abbia anche le qualità tecnico-professionali per poter gestire gli ospiti derivanti dal Piano Scuola « è stata bocciata – prosegue Moscatelli – perché ritenuta offensiva : secondo la maggioranza questa proposta equivale a ritenere sprovveduti i membri della giunta ».
La terza mozione riguardava la proposta di dar seguito a una tre giorni primaverile in difesa dell’ospedale con un documento condiviso da tutte le forze politiche in cui individuare una serie di servizi e che tutta la classe dirigente si impegnava a mantenere e implementare. Anche questa bocciata : la maggioranza ha votato contro delle idee che essa stessa sosteneva imponendo a tutto il territorio di accontentarsi delle promesse dell’Asl». — M.L.
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