Il dolore
Una striscia di fuoco per terra può essere la prova del dolo
Sulle lastre di pietra in alto rispetto alle auto è rimasta la traccia dell’incendio Potrebbe trattarsi di combustibile. L’ipotesi è che qualcuno sia arrivato a piedi
Marco Landini
fivizzano. La tesi avvalorata con convinzione da Alberto Putamorsi sulla possibilità che si sia trattato di atto doloso, quello che ha causato l’incendio e distruzione della sua auto di marca Bmw e dell’utilitaria del figlio Alessandro e del danneggiamento di una terza auto, una Panda, di proprietà di una residente di Piazza Labindo, pare essere avvalorata dalle tracce di combustibile presente sul selciato, composto da pietra arenaria e denominato dai fivizzanesi, piastroni.
Un sasso, che in base al racconto dei più anziani, rivela ancora oggi le giornate umide e di pioggia rispetto a quelle più secche e di caldo. Dopo una segnalazione ricevuta da una testimone oculare, che abita proprio in prossimità della piazzetta a due passi dalla maestosa piazza Medicea, cuore del capoluogo, che ha visto la serata di mercoledì scorso, una striscia di fuoco partire dall’alto della strada, in prossimità della galleria pedonale che da via delle Mura sale in piazza Labindo, luogo del rogo, abbiamo svolto una sopralluogo documentato. Appare evidente che una striscia di liquido di colore scuro, sia visibile, usando un termine fotografico, è rimasto impresso negli antichi “piastroni” in arenaria, e questa striscia è in alto rispetto alle posizioni delle auto. In sostanza quello che Alberto Putamorsi ha dichiarato pare avere delle tesi tangibili.
Il quadro che si delinea è che qualcuno a piedi abbia risalito il tunnel di collegamento tra via delle Mura e Piazza Labindo, abbia versato del combustibile che per ricaduta ha raggiunto la sua auto e quella del figlio e poi per disgrazia quella di una abitante della piazza.
Insomma un atto intenzionale, se no non si capisce come possano i fluidi fuoriusciti dai mezzi incendiati risalire la strada. Erano stati rilevati dopo il rogo dei fluidi che dai mezzi si erano riversati in tombino della rete fognaria sottostante.
Ma qui, appare evidente, per non contrastare una legge di gravità, che una traccia di combustibile dall’alto raggiunge le auto in sosta. Due della quali di Alberto Putamorsi.
Il presidente del parco aveva dichiarato: «Da profano osservatore delle vicende fisiche ripeto quello che ho visto quando sono uscito di casa: una striscia di fuoco lunga un metro e mezzo e larga mezzo metro che dalla Bmw è scivolata lungo il leggero declivio fino al tombino. Decine di litri di liquido infiammabile. Pochi secondi ed è scoppiato l’incendio. O qualcuno ha forato il serbatoio della mia macchina oppure quel liquido è stato sversato». —
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