Il Tirreno

a carrara 

Variante inglese, il caso sospetto non è un anziano delle Rsa

Tiziana Gori

Il sindaco De Pasquale: sono in attesa di conoscere  i risultati da parte dell’Azienda ospedaliera di Pisa. Sono preoccupato, è una fase critica

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carrara. Preoccupa il sospetto caso di variante inglese a Carrara. Francesco De Pasquale attende il risultato delle analisi da parte dell’Azienda ospedaliera pisana. Dovrebbero arrivare domani o martedì. Nel frattempo non può fare a meno di riflettere su alcuni aspetti. Primo, la variante inglese è arrivata a La Spezia, «e si sa che la contiguità con La Spezia può crearci, in questo caso, danni. Non voglio fare allarmismi ma siamo in una fase critica».

Per questo ha tenuto a ribadire ieri l’altro che la modifica alla cosiddetta ordinanza “anti-movida”, con l’abrogazione da ieri del divieto di vendita per asporto di bevande alcoliche dalle 16 alle 24 nel fine settimana non deve essere interpretata come un segnale di distensione. «Ho preso questa decisione solo per evitare una eccessiva penalizzazione a carico di bar, ristoranti e negozi che, con il passaggio in zona arancione, sono chiusi e possono effettuare solo la vendita per asporto».

«A seconda dell’esito delle analisi su questo caso sospetto – continua – dovremo capire se e quali misure adottare. Ci auguriamo che non sia variante inglese, ma se lo fosse e si trattasse di un giovane (l’Asl non lo ha comunicato, afferma) preoccuperebbe la movida. Se si trattasse di una persona di mezz’età con lavoro e famiglia già ci sarebbero meno paure di contagi incontrollati». In ogni caso non si tratta di un anziano ospite di Rsa.

La variante inglese del virus ha raggiunto La Spezia ma anche la parte est della Toscana. Dagli studi sinora eseguiti sarebbe più contagiosa dal 30 al 50% e avrebbe una mortalità superiore (dal 30 al 70%). Indicata a livello scientifico con le sigle 20B/501YD1 oppure B. 1. 1. 7, è caratterizzata da 23 mutazioni, 14 delle quali localizzate sulla proteina Spike del virus.

È comparsa in Gran Bretagna in settembre ed è stata resa nota a metà dicembre. Finora è stata identificata in 33 Paesi, Italia compresa. È ormai largamente diffusa sulla maggior parte del territorio italiano, almeno nell’88% delle regioni, secondo i risultati dell’indagine rapida condotta il 4 e 5 febbraio dall’Istituto superiore di sanità e dal Ministero della Salute.

In Italia si sono sviluppati alcuni focolai locali soprattutto in Abruzzo (oltre il 50% di prevalenza), Lombardia (si stima rappresenti il 50% dei positivi), in Veneto (il 20% dei positivi), in Puglia (il 15, 5% dei casi), in Umbria e Molise.

I sintomi sono gli stessi del Covid 19, senza mutazioni.

Dai primi studi emerge che i vaccini Pfizer, Moderna e Astrazeneca funzionino contro questa particolare variante. —

Tiziana Gori

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