La manifestazione
Sporta denuncia per il sentiero distrutto
Risistemato il percorso della Bronzina. I vandali avevano inchiodato dei rami a 20 centimetri da terra per provocare cadute
Gianluca Uberti
AULLA. Lo sfregio potenzialmente mortale su uno dei sentieri recuperati da un gruppo di amici di Caprigliola, uniti dalla passione per il trekking e la natura, ieri è stato cancellato.
Qualche idiota e criminale vi aveva posto delle tavolette con delle punte di acciaio molto affilate che affioravano, nascoste nel fango, e si era pure preso la briga di abbattere piccoli alberelli e rami sul sentiero, addirittura inchiodandoli ad altri alberi in modo che fossero più stabili. Pensate a cosa sarebbe potuto succedere a chi fosse passato di lì a piedi, in bici o in moto, senza accorgersi di un pericolo potenzialmente mortale.
Fortunatamente proprio ieri i paesani della suggestiva frazione aullese di Caprigliola, abbarbicata sulla collina e circondata da uno splendido scenario naturale, hanno tolto quelle trappole e ripristinato il sentiero della Bronzina. E hanno lanciato un messaggio chiaro dalla pagina Facebook “Caprigliola – Caprighjolé, rivolto all’ignoto autore dell’assurdo gesto: «Sappia costui che c’è una segnalazione presso l’autorità competente, che lui può rifarlo ma noi ripuliremo sempre finché poi alla fine non ti troveremo».
Nel post, inoltre, si fa notare che è aperto e praticabile, pur essendo da rifinire, un nuovo sentiero, quello da ca’dr re – attacco via Francigena Ponzano – 4 strade. «Davvero non ci spieghiamo un gesto del genere. I tronchi erano inchiodati a una ventina di centimetri di altezza dal suolo, come a volere fare del male a ciclisti e motociclisti», aveva commentato il caprigliolese doc Daniele Mastorci, presidente dell’associazione “Sentieri liguri apuani” e guida ambientale escursionistica, il quale ha lavorato e lavorerà ancora, assieme ai propri compaesani, al recupero dei sentieri attorno a Caprigliola.
Perché non hanno intenzione di fermarsi, soprattutto non hanno intenzione di farsi intimidire da un gesto così vile. Ricordiamo che l’idea di recuperare i sentieri, di cui ha parlato il Corriere della Sera pochi giorni fa, era nata a inizio novembre: da allora un gruppo di persone si ritrova nei boschi, con attrezzi da lavoro come vanghe e picozze, e con il provvidenziale ausilio di una ruspetta, per rendere nuovamente fruibili i sentieri a beneficio di chi fa trekking e pedala in mountain bike. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
