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in tribunale 

Processo ai carabinieri, un’altra udienza rinviata

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aulla. Un altro rinvio e, ancora una volta, una nuova sospensione della prescrizione, visto che il processo per le presunte violenze nelle caserme della Lunigiana è stato rimandato al prossimo 26 febbraio per motivi di salute, certificati, da uno degli imputati.

Doveva celebrarsi ieri nel centro congressi dell’Apt a Marina di Carrara l’udienza del processo dei carabinieri per le presunte violenze nelle caserme della Lunigiana, ma uno degli imputati ha presentato un certificato medico e così la corte ha disposto un rinvio.

La prossima seduta si terrà sabato prossimo, il 26 febbraio, alle 9, sempre nella sede di via San Leonardo a Marina di Massa dove il processo ha traslocato visto l’elevato numero di imputati e avvocati, in modo di rendere più agevole il rispetto delle normative anti Covid.

Le ultime udienze infatti, lo ricordiamo, erano state piuttosto movimentate, più per questioni di sicurezza legate alla sede di svolgimento del dibattimento che dalla dialettica accusa-difesa sui contenuti dell’indagine. In tribunale uno spazio abbastanza grande per accogliere gli imputati e i loro legali, nel rispetto dei protocolli anti contagio, non c’è. E così ci si era spostati in Provincia. Dopo le rimostranze delle difese sull’idoneità della sala del consiglio provinciale del palazzo Arancione, dove il processo si era spostato, il rito si era spostato alla sala congressi ex Apt, lungo via San Leonardo, a due passi dalla centralissima piazza Betti, a Marina di Massa.

Finora, in questa nuova sede, si è tenuta una sola udienza, il 31 gennaio scorso. Lo spazio - obiettarono alcuni avvocati - non è idoneo, i legali sono costretti a sedere in platea, distanti dall’assistito, ci sono solo due microfoni che devono "girare" da una ano all’altra. L’avvocatessa Giuliana Feliciani, in particolare, chiese la sospensione del processo in attesa di una delibera dell’Asl che accertasse l’ idoneità di quella sala. La sua richiesta venne però respinta dalla corte, con presidente la giudice Antonella Basilone e a latere i giudici Dario Berrino e Marta Baldasseroni.

In quell’occasione a ricostruire le indagini in aula è uno dei marescialli che l’ha condotte e che, in particolare, si è occupato di fare accertamenti in merito all’ipotesi di falso sostenuta dall’accusa.

Nell’udienza in programma ieri doveva essere ascoltato, ancora, il carabiniere Moreno Lalli, della polizia giudiziaria, in particolare sui tracciati dei gps, sulla base dei quali l’accusa ricostruì alcune incongruenze tra gli ordini di servizio e quanto invece in effetti alcuni imputati avrebbero materialmente fatto durante il servizio. Ci si doveva concentrare anche sulle intercettazioni telefoniche finite nei faldoni di un processo che, lo ricordiamo, vede come imputati ventisette carabinieri allora in servizio nel territorio lunigianese.

Tutto è rinviato al prossimo 26 febbraio. —

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