Il dolore
Visite vietate all’Anffas, il direttore ribadisce: non si può
Alcuni familiari si sono rivolti al difensore civico regionale, che ha accolto l’appello Ma Giuseppe Mussi: una decina di ospiti in caso di virus rischierebbe grosso
Carrara. «Siamo vicini ai familiari, ma ci chiedono una cosa che non si può fare». A rispondere è direttamente il direttore di Anffas Massa Carrara, Giuseppe Mussi. E lo fa sull'istanza dei familiari degli ospiti delle residenze sanitarie per disabili (25 a Monteverde e 12 al Castellaro) e su cui è intervenuto anche il difensore civico regionale. «Sono passati molti mesi dalla prima fase emergenziale, ora abbiamo e avete il dovere di far fronte anche alla riduzione del “male minore”, di limitare la solitudine, di non perdere la tenerezza, di non affidare, per tali azioni, solo alle “nude mani” degli operatori e alla loro capacità di abbracciare con lo sguardo, i nostri “ragazzi” hanno bisogno di noi e ancor di più, noi di loro», scrivono i genitori sulla loro richiesta di riapertura delle visite, pronti a rivolgersi «alle autorità competenti non potendoci accontentare nuovamente di una laconica risposta di negazione causa “Covid”». Un'istanza «condivisibile», secondo il difensore civico che aggiunge: «Non è più concepibile l'applicazione delle stesse misure adottate durante il primo lockdown, visto il prorogarsi della situazione». E ancora: «Il divieto prolungato di visita incide sulla libertà di relazione con l'esterno che è libertà fondamentale». E arriviamo così alla replica, punto per punto, del direttore Mussi che parte dall'ordinanza regionale di metà ottobre che scandisce. «Per legge non possiamo, è vietato nell'ordinanza 93. Solo in casi “eccezionali” (un rischio imminente, per esempio) si può fare diversamente. Lo ripeto: la richiesta dei genitori sulle visite è del tutto comprensibile, però ci chiedono una cosa contro quella che è la legge attuale», precisa. Anche perché, aggiunge, «qui il virus per fortuna e per organizzazione non è entrato. Una decina tra gli ospiti rischierebbe grosso in caso di virus». E si arriva alla seconda richiesta dei genitori degli ospiti, quella di una “stanza degli abbracci”: «Non chiudo alla possibilità di realizzarla, peraltro ne abbiamo discusso in un tavolo regionale con l'assessore, però bisogna che siano Regione e Asl a dare linee guida chiare perché non è un'opzione così facilmente percorribile come per le rsa». E si arriva, infine, alla questione vaccini. «Seppur sia una piccola parte, non tutti gli ospiti sono vaccinati perché il loro amministratore di sostegno non ha rilasciato il consenso. Ma anche dove sono stati fatti i vaccini il virus è entrato...».
Luca Barbieri
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
