Sicurezza
Rami inchiodati a venti centimetri, trappola per biker ed escursionisti
Su uno dei sentieri risistemati da un gruppo di amici trovate sul terreno anche tavolette con punte di acciaio
Gianluca Uberti
AULLA. Ha dell’incredibile quello che è stato scoperto ieri l’altro nei boschi attorno alla suggestiva frazione aullese di Caprigliola, abbarbicata sulla collina e circondata da uno splendido scenario naturale. Dell’incredibile e del criminale.
Su uno dei sentieri recuperati da un gruppo di amici uniti dalla passione per il trekking e la natura, di cui avevamo parlato a fine dicembre, sono state ritrovate delle tavolette con delle punte di acciaio molto affilate che affioravano, nascoste nel fango. Già basterebbe questo gesto a qualificare chi lo ha compiuto, ma visto che l’idiozia e la umana cattiveria sono sconfinate, qualcuno si è anche preso la briga di abbattere piccoli alberelli e rami sul sentiero, addirittura inchiodandoli ad altri alberi in modo che fossero più stabili. Pensate a cosa sarebbe potuto succedere a chi fosse passato di lì a piedi, in bici o in moto, senza accorgersi di un pericolo potenzialmente mortale. “Davvero non ci spieghiamo un gesto del genere. I tronchi erano inchiodati a una ventina di centimetri di altezza dal suolo, come a volere fare del male a ciclisti e motociclisti” commenta il caprigliolese doc Daniele Mastorci, presidente dell’associazione “Sentieri liguri apuani” e guida ambientale escursionistica, il quale ha lavorato e lavorerà ancora, assieme a una dozzina di persone del paese, al recupero dei sentieri attorno a Caprigliola. Perché non hanno intenzione di fermarsi, soprattutto non hanno intenzione di farsi intimidire da un gesto così vile, consapevoli che una comunità si cementa lavorando insieme per tenere in vita il luogo in cui si risiede. Ed è quello che continuerà a fare questo gruppo di amici. Ma il disappunto e la rabbia non mancano e sono stati ben esplicitati nel post intitolato "La madre degli idioti è sempre incinta!!!", pubblicato sul gruppo Facebook "Caprigliola - Caprighjolé", dedicato alla suggestiva frazione aullese: "Sul sentiero della Bronzina, recentemente ripristinato e demarcato dal nostro gruppo di lavoro, oggi pomeriggio (giovedì 18 febbraio n.d.a.) abbiamo trovato queste belle sorprese... Tavolette con punte d'acciaio nascoste nel fango, rami ed aste inchiodate in mezzo al tragitto, alberi abbattuti e lasciati volontariamente sul tracciato... Fatica di molte giornate mandata in fumo, ma non solo... Oltre il danno è stato volutamente creato un pericolo oggettivo all'incolumità dei passanti, i quali sarebbero potuti incorrere in serissime lesioni. Sicuramente procederemo per vie legali poiché tanta cattiveria gratuita ed inciviltà non può passare impunita!!! Non di meno, al più presto, il sentiero verrà ripulito a dovere... La rabbia e lo sdegno per un gesto tanto barbaro, incivile e misero non ci fermerà affatto! Auguriamo placidamente ai fautori di cotanta opera, fiammeggianti nottate insonni sul pitale, sino alla totale liquefazione!!!". Ricordiamo che l’idea di recuperare i sentieri era nata a inizio novembre: da allora una dozzina di persone ogni volta si ritrova nei boschi, con attrezzi da lavoro come vanghe e picozze, e con il provvidenziale ausilio di una ruspetta, per rendere nuovamente fruibili i sentieri a beneficio di chi fa trekking e pedala in mountain bike. —
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