Il dolore
Ancora un lupo investito e ucciso sulla Ss 62 è il quarto in un anno
collecchio. È un problema che senza dubbio accomuna i due lati dell’Appennino (e non solo) quello degli animali selvatici che attraversano la strada rischiando di fare molti danni, oltre che a loro stessi, anche agli automobilisti che transitano in quel momento sull’asfalto.
Un dato che viene confermato dalla notizia che nella notte tra giovedì e venerdì un lupo è stato investito sul tratto di Ss 62 della Cisa tra Collecchio e Fornovo di Taro. Precisamente si tratta del tratto di strada tra le frazioni di Gaiano e Ozzano Taro, luogo che è spesso teatro di investimenti stradali di fauna selvatica anche di grosse dimensioni: quattro lupi, diversi caprioli e cinghiali, un daino, questo è l’amara fotografia degli animali investiti e deceduti solo nell’ultimo anno. Perché questo succede? Perché gli animali sono abitudinari e opportunisti: per loro è istintivo percorrere ripetutamente i medesimi “corridoi” che connettono le aree che utilizzano. La Ss 62 è una strada di grande scorrimento che in quei punti è fiancheggiata dall’aperta campagna nel punto in cui sono più vicini il Parco del Taro (ad Ovest) e il Parco Boschi di Carrega (ad Est). Ovviamente la collisione con un animale selvatico di grosse dimensioni implica un grave rischio per l’incolumità degli automobilisti, oltre che il ferimento o la morte del singolo esemplare e un danno per la biodiversità nel suo complesso.
Che cosa c’è da fare provano ad indicarlo i responsabili del Parco del Ducato: «Stiamo cercando di capire che tipo di azioni sia possibile mettere in campo per ridurre questo spiacevole e pericoloso fenomeno e, sempre di più, invitiamo tutti a moderare la velocità, soprattutto nelle ore notturne, alba e tramonto». —
Riccardo Sordi
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