Sicurezza
Una cronistoria infinita che parte da molto lontano
carrara. A poco più di un anno di distanza dal 130esimo anniversario dall'inaugurazione della struttura di piazza Matteotti quel palazzone storico è diventato un simbolo della città che non va, della città bloccata. Erbacce, plastica e travi di ferro a restituire quasi la sensazione di abbandono e trascuratezza attorno all'area nel centro di Carrara.
Un palazzo che in passato ha ospitato il cinema, il teatro, la scuola di danza e il circolo degli anarchici: oggi, nella parte centrale e in via Roma, solo una scatola vuota. Off-limits.
Quella del Politeama è una cronistoria infinita. Proprietari (degli appartamenti all’interno del Politeama) e cittadini a invocare, ancora una volta, un cambio di passo, uno slancio verso una soluzione.
Sì, perché se il tema riconducibile al degrado fosse il problema principale probabilmente la questione sarebbe già stata risolta e non si sarebbe trascinata per anni. Sono quindici gli anni, dall'inagibilità del teatro (era il 2006); una dozzina dal primo crollo, nell'estate 2008; con la prossima primavera che sarà il decennale del secondo crollo del 2011.
Poi una storia giudiziaria (quella relativa ai due cedimenti strutturali dello storico palazzo appunto) che continua, tra udienze, rinvii, carteggi e perizie, con la difficoltà nel pronosticare l'epilogo.
E intanto, proprio nei giorni scorsi è arrivato un segnale positivo: sono cominciati i lavori nell’ala di via Roma.
Quello che resta da sciogliere sono i nodi legati all’intera vicenda giudiziaria che tiene di fatto bloccato tutto il resto.
Gli avvocati non si sbilanciano ma, in passato, era emersa l’ipotesi di affidare tutti gli incartamenti a un super perito in grado di fare una sintesi sulla situazione Politeama. Una sintesi che avrebbe concesso di dare una accelerazione al processo e, in seconda battuta, al dissequestro dell’edificio.
Ma al momento si procede per i binari consueti e con una calendarizzazione delle udienze che molto spesso deve fare i conti con rinvii, come nell’ultimo caso legati all’emergenza della pandemia.
La cosa curiosa, è che, fra il lungo elenco degli imputati ci sono i membri della commissione edilizia comunale (di Carrara) del 1998 e del 1990: fatti che risalgono a trentadue anni fa.
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A.V.
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