Il Tirreno

Dubbi sul batterio nell’acquedotto, i comitati in piazza chiedono chiarezza

Ivan Zambelli
Dubbi sul batterio nell’acquedotto, i comitati in piazza chiedono chiarezza

Gaia ancora nel mirino: l’azienda deve essere trasformata «Vogliamo che siano resi pubblici i risultati delle analisi»

3 MINUTI DI LETTURA





massa. In piazza, o meglio: sotto il municipio, per dire basta a Gaia, soprattutto alla luce dei recenti disagi legati al divieto di utilizzo di acqua per uso potabile che ha coinvolto oltre 15mila cittadini. Una cinquantina di manifestanti – c’erano attivisti della prima ora della lotta per l’acqua pubblica, come Alfonso Baldi che dal 2015 lotta contro il gestore idrico; rappresentanti di associazioni riconducibili al tema dell’acqua pubblica, come Matilde Balatresi Nocchi, del gruppo dei “500 sulla battigia”, ma anche cittadini “non militanti” la cui pazienza, dopo bollette salate e questi problemi di batteri nell’acqua del rubinetto, è definitivamente finita.

«Stiamo protestando per la situazione di questi giorni – spiega Baldi – , perché l’acqua la paghiamo cara, eppure succedono queste cose». Da sei anni il comitato Acqua di tutti, di cui Baldi fa parte, si batte per il ritorno ad un gestore idrico più “contenuto”, locale e comunale. «Vogliamo che si ritorni ad una azienda speciale, pubblica, gestita dai Comuni. La parola “società” vicino ad “acqua” deve sparire. Devono essere rispettate le 20 mila firme raccolte e soprattutto le promesse in campagna elettorale».

Inevitabilmente, la comparsa del batterio nell’acquedotto ha riacceso gli animi della protesta, specie per le informazioni a riguardo, che hanno suscitato molta confusione tra i cittadini: «All’inizio si parlava dei serbatoi di Ischignano, poi del Cartaro; ma questi due riforniscono quasi tutta Massa. Da giorni stiamo chiedendo una lista di tutte le strade servite, così da capire che acqua stiamo bevendo e se sia tutto finito. Sono informazioni che devono darmi e per questo mi sono rivolto al difensore civico». Baldi pretende chiarimenti: «Non basta dire che l’acqua adesso è pura. Le analisi devono essere pubblicate».

Alla protesta hanno aderito anche gli animatori del gruppo “500 in battigia”, che si dicono stupiti dalla malagestione della vicenda: «All’inizio c’è stata molta confusione e scarsa informazione su questo semi-sconosciuto batterio, siamo dovuti andare da soli a cercarne l’origine e gli effetti. Sono cose che non devono succedere». Un’altra richiesta, emersa da più partecipanti, è che i sei giorni di disservizi vengano stornati dalla bolletta. «Si ma che non ricadano poi sugli altri utenti», avverte Ivano Guzzinelli. Tra i partecipanti c'era anche Maria Laura Penaglia, signora di una certa età e che abita da sola. «Non riesco a prendere casse d’acqua o andare alle cisterne, ho dovuto bere l’acqua bollita», racconta con uno sguardo che ne spiega il sapore. Anche per lei, Gaia deve dare risposte: «Con le bollette che paghiamo la rete deve essere moderna, e certe cose non devono accadere. Nei giorni precedenti l'ordinanza ho avuto i sintomi ricondubili al batterio». Insomma, come per il sindaco, anche per i cittadini la vicenda non è affatto conclusa.

Alla mobilitazione si aggiunge l’associazione Insieme che dopo il batterio ‘Clostridium’, chiede “trasparenza”. «La popolazione ha diritto di conoscere la qualità dell’acqua che esce dai rubinetti di casa. Non basta certo dire “tutto a posto”, come nulla fosse accaduto. L’acquedotto del Cartaro rifornisce tutta la piana di Massa e necessita di maggiori attenzioni da parte di Gaia Spa. L’impianto di potabilizzazione del Cartaro ci costa 350mila euro l’anno e questo fatto ha dimostrato che non funziona come dovrebbe funzionare. Riteniamo questo un fatto gravissimo per cui il primo cittadino, responsabile della salute pubblica, dovrà attivarsi per far sì che l’acqua erogata dall’acquedotto pubblico sia perfettamente potabilizzata e depurata. —

Ivan Zambelli

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa