Il Tirreno

Opere pubbliche, piano da 13 milioni con il dubbio vendite

Ivan Zambelli
Opere pubbliche, piano da 13 milioni con il dubbio vendite

Quasi due milioni preventivati da immobili fermi da tempo Possibili posticipi, le opposizioni temono effetti del ribasso

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Ivan Zambelli

massa. 13 milioni di euro per opere pubbliche, 1,9 che si prospetta di reperire da immobili che non si riesce a vendere, lo spettro che si debba ricorrere ad altre forme di finanziamento o addirittura a dei posticipi. Martedì pomeriggio è stato varato il Piano triennale per le opere pubbliche, strumento che mette nero su bianco gli interventi – da un importo superiore ai 100 mila euro – che le amministrazioni vogliono portare avanti. Da qui al 2023 sono previsti molti cantieri, anche importanti.

Come ha spiegato l’assessore Marco Guidi, «le direttrici del piano sono tre: tutela ambientale e del territorio, interventi per scuole e strutture sportive, decoro e riqualificazione della città».

Si parla di forestazione urbana (400 mila euro), piste ciclabili nel viale della Stazione (210 mila), ciclovia tirrenica, lotta al dissesto idrogeologico (800 mila), quasi 700 mila euro per le scuole, riqualificazione e conversione del campo di Romagnano in centro sportivo polivalente (584 mila), restyling per impianti sportivi nelle zone montane come il campo di Forno e di Cà di Cecco (250 mila). Pezzo forte del Piano è l’ultima direttrice, quella dedicata al decoro cittadino. Si sta già provvedendo e si procederà con gli asfalti (500 mila in tre anni) ed il ristoro di molti marciapiedi compreso l’abbattimento di barriere architettoniche (450 mila in tre anni), è intenzione dell’amministrazione riqualificare largo Matteotti (300 mila) e la struttura Agip ad inizio viale Roma. Con il Bando delle periferie si potrà realizzare la mensa sociale in Cervara, l’osservatorio astronomico ed il parco pubblico dei Poggi, una volta abbattuto il palazzo Pisacane. Ma oltre a questi, inizieranno i primi interventi del Piano dell’arenile e dei viali a mare. Con circa 750 mila euro si riqualificherà il tratto che va dal parcheggio di via Casola fino a piazza Bad Kissingen. Non ultimo, sono stati stanziati altri 200 mila euro per il teatro Guglielmi.

«Anche quest’anno – spiega Guidi – andiamo ad inserire una risorsa sul teatro, relativa alla sua riqualificazione. Siamo impegnati da circa un anno e mezzo nell’adeguamento sotto il profilo dell’antincendio, abbiamo ultimato la parte impiantistica, partiranno quelli edili». Ciò che sindaco ed amministrazione vogliono restituire alla città è un teatro «bello; la chiusura ha determinato un ammaloramento delle parti interne, e l’idea è di fare una serie di interventi, come la pitturazione, così da restituire un gioiello tirato a lucido». Ma la minoranza, come spesso accade, è stata molto critica sul Piano, entrando nel merito di due aspetti.

Il primo riguarda l’origine delle risorse: su circa 13 milioni in tre anni, 5,4 provengono da finanziamenti di altri enti, come bandi regionali o statali, il resto direttamente dal bilancio, di cui 1,9 dal Piano delle alienazioni, approvato nella stessa seduta. «Se guardiamo il Piano delle alienazioni – fa notare il consigliere pentastellato Paolo Menchini –, ci accorgiamo che molti di questi beni sono andati all’asta 7 volte, altri 6 volte. Se non si vende viene messa in discussione la realizzazione stessa di molti interventi». Va detto però che il nuovo Piano vede un ribasso generalizzato del 25% del valore di molti immobili, giacché erano fermi al 2012, e quindi slegati dal mercato odierno. Il Piano inoltre non è stato pensato tanto per fare semplicemente "cassa", bensì per togliere dal bilancio una serie di costi che questi beni comportano, come assicurazioni e manutenzioni; e i proventi dello smobilizzo devono essere dirottati in investimenti.

Tuttavia, resta la preoccupazione della consigliera Luana Mencarelli, circa il rischio di una «possibile speculazione dovuta all’automatico ribasso». Oltre alle preoccupazioni per l’effettivo reperimento di risorse, le opposizioni hanno notato assenze e posticipi di opere tanto attese. Stefano Alberti (Pd): «Non vedere nel bando per le periferie la Rinchiostra mi piange il cuore, ho seri dubbi anche sul parco dei Poggi, va prima abbattuto il palazzo. Ed anche sulla piscina non si capisce che fine ha fatto il bando». Mencarelli (M5S): «Dispiace profondamente che la riqualificazione del Mercatino della Partaccia continui a slittare (è prevista per il 2022, ndc). Non è solo questione di decoro, ma su quelle strutture ci sono lastre rotte di amianto». —

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