Italia
I sindacati lanciano la vertenza territoriale «La Regione ci ascolti»
Massa-Carrara. I sindacati sono sul piede di guerra, le Camere del lavoro scoppiano di casi di cittadini in crisi e sono allo stremo; le istituzioni non hanno accennato risposta all'ultimo grido di allarme lanciato anche sulla cassa integrazione accesa per altri migliaia lavoratori apuani dallo scorso febbraio e così Cgil, Cisl e Uil lo scorso lunedì, dalla Imm di Carrara Fiere (luogo simbolo per gli attuali 24 lavoratori a rischio licenziamento) hanno aperto la stagione della “vertenza territoriale”, ovvero una sorta di mobilitazione a più facce e a molteplici riprese. Il primo risultato di questo avvio di mobilitazione è stato un documento di richiesta alla Regione Toscana per l'istituzione di un tavolo di area di crisi, presieduto dal presidente Eugenio Giani. Nel documento, già partito per Firenze, i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, Paolo Gozzani, Andrea Figaia e Franco Borghini (foto) chiedono di essere convocati al più presto: «Un incontro- spiega Gozzani- per far capire alla Regione che è lei ad avere in mano le competenze dei settori che in questo momento a Massa Carrara soffrono di più e di cui si deve occupare: la portualità, di cui ha delega, il Sir per le bonifiche delle sue aree, il marmo attraverso la legge regionale numero 35 e il Consorzio zona per la gestione delle aree libere».
Cgil, Cisl e Uil, una rappresentanza sul territorio non in discussione di oltre 40mila iscritti, lamentano però anche il silenzio delle istituzioni locali: «Ci chiamano solo per appoggiare decisioni già prese, o avallare situazioni di comodo – dice sempre Gozzani – Abbiamo a che fare con sindaci spesso miopi, che guardano al proprio orticello e non lo salvaguardano neanche troppo bene».
Durante il primo incontro all Imm sono sorte alcune domande lecite da parte dei rappresentanti sindacali: «Che fine faranno i lavoratori della Imm di cui nessuno sa dirci nulla? Perché chi ha comprato la Gesco, o l'area ex Tabacchi non esce allo scoperto e racconta che intenzioni ha? Che operazione è e quanta gente metterà a lavorare? È possibile parlare dei soldi del Recovery fund, per capire se è possibile veicolare qui qualche risorsa?». La richiesta è di formare un tavolo permanente di confronto tra istituzioni e sindacati per risolvere la profonda crisi occupazionale ed economica della Provincia di Massa-Carrara: «Se non ci daranno retta – continua Gozzani – allora siamo pronti ad arrivare allo scontro. Ogni 10 giorni una mobilitazione, un sit-in, se necessario uno sciopero, un sopralluogo nei luoghi abbandonati del Sir; poi andremo alla Gesco e alla ex Manifattura Tabacchi, e davanti a quell'area immensa davanti al porto, poi alle cave, e ci faremo sentire fino a che non ci daranno occasione di spiegare le nostre idee. Basta con le parole, con i progetti, con le analisi e i prospetti. Vogliamo fatti. E se non ci saranno le giuste risposte, siamo pronti agli scontri».
Manuela D’Angelo
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google