Il Tirreno

censimento istat 

Sos Zeri, è il comune più vecchio della Toscana

Riccardo Sordi
Sos Zeri, è il comune più vecchio della Toscana

Il sindaco Petacchi: «oggi c’è voglia di riscoprire i borghi e c’è la possibilità dello smart working, ma occorrono risorse»

2 MINUTI DI LETTURA





Riccardo Sordi

zeri. Zeri è l’estremo avamposto nord ovest della regione Toscana, un piccolo comune con circa un migliaio di abitanti che da molto tempo sta combattendo con la decrescita demografica che sta sempre più spopolando il territorio. Una situazione che è stata certificata anche dai dati dell’Istat relativi al censimento permanente della popolazione in Toscana con una prima diffusione dei dati definitivi del 2018 e del 2019.

Certo la situazione di Zeri è la punta dell’iceberg di una condizione di molti comuni montani. Basta guardare la situazione di tante altre realtà della Lunigiana: il decremento della popolazione è indice di una serie di politiche che non hanno saputo dare risposte alla necessità di lavoro e non ha senso ricorrere alla crisi di questi anni per trovare giustificazioni; il processo va avanti da troppo tempo, con una deindustrializzazione e un impoverimento economico iniziato allorché altrove si parlava di boom e la Lunigiana produceva emigrati. «Purtroppo sono dati che conosciamo bene – sottolinea con amarezza il sindaco di Zeri Cristian Petacchi – anzi purtroppo il nostro comune risulta essere il più disagiato (si calcola in base alla distanza dai servizi essenziali) della Toscana e ai primi posti in tutta Italia».

Insomma la situazione è grave e in pochi sembrano aver capito i rischi sociali ed economici: «L’abbandono delle terre è l’abbandono innanzitutto della manutenzione e della messa in sicurezza di aree fondamentali per la tenuta ambientale del Paese, mentre la scelta di tagliare servizi ha conseguenze sulla mobilità, sulla qualità della vita e sull’inquinamento». Per questo ci sarebbe bisogno di un repentino e netto cambio di rotta: «Le iniziative a sostegno dei comuni piccoli e montani teoricamente ci sarebbe anche. Poi se si va ben a guardare sono dei pacchi vuoti perché non ci sono risorse per renderle davvero operative». La priorità quindi è quella di investire sulla viabilità, sui servizi «perché altrimenti il territorio muore. Eppure Zeri ha tutto per potersi rilanciare. C’è una natura bellissima, si può sciare e allo stesso tempo si vede il mare in lontananza, e con la macchina bastano 40 minuti per arrivare alle spiagge della riviera ligure e toscana. Oggi c’è anche voglia di riscoprire i piccoli territori, c’è la possibilità dello smart working. Quindi è un’occasione storica da non perdere, ma tutto questo deve essere accompagnato da investimenti seri sulla viabilità, sui trasporti, sui servizi nel territorio». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa