Carrara, Massimiliano Giornetti nuovo direttore Polimoda
Lo stilista e designer: ho progetti per Carrara
Carrara. Il dialogo alla base della creatività e la pandemia come spunto alla creazione: questa la filosofia di Massimiliano Giornetti, il carrarese classe 1971, stilista e designer di fama, da qualche giorno alla guida del Polimoda di Firenze, una tra le più importanti scuole di moda d’Europa e del mondo. Giornetti è il nuovo direttore. Prende il posto del direttore uscente Danilo Venturi. Un curriculum straordinario ed esperienze nel mondo della moda con personaggi come Ferragamo, Giornetti torna come direttore proprio nella scuola in cui ha studiato e si è formato. E in questa stessa scuola ritrova anche Salvatore Ferragamo (presidente di Polimoda), di cui è stato a lungo direttore creativo. E Giornetti sul futuro della scuola e soprattutto degli allievi ha già le idee chiare: «Mettere a disposizione dei giovani la mia conoscenza sul mondo della moda – racconta al Tirreno - è il mio primo e più grande obiettivo. L’idea è quella di fare una sorta di Gymnasium greco, dove l’ascolto e il dialogo sono alla base dell’atto creativo e nella formazione dei nuovi talenti. Donare agli altri le nostre esperienze è indispensabile. Sono abbastanza pieno di progetti, ho in mente una cosa per il salone del mobile di Milano, sempre che si possa fare. Questo è un momento molto particolare per la creatività – prosegue lo stilista e designer – le più grandi innovazioni sono nate in periodi di buio completo. La pandemia dal punto di vista umano è terribile. Tutti ci sentivamo invincibili. La tecnologia ci aveva fatto credere che tutto era possibile. Eppure a distanza di un anno siamo ancora fortemente separati gli uni dagli altri. Questo periodo di ha fatto ripensare a molti valori su cui riflettere. Abbiamo spinto sulla tecnologia, l’unica forma per agire e interagire, restare a contatto con le persone. Ma tutta questa ricerca ha portato anche alla perdita dei sensi, come l’olfatto sempre coperto dalle mascherine, il distanziamento. C’è il pericolo di una perdita dei sensi. Questo è quello su cui sto lavorando di più, recuperare l’elemento sensoriale». E aggiunge: «L’idea è di riportare la moda al concetto espresso da Leonardo Da Vinci con l’uomo Vitruviano. Il massimo concetto del Rinascimento. Il disegno di un uomo perfettamente iscritto in una figura geometrica, e che racconta il rapporto dell’uomo con lo spazio e riporta l’uomo al centro dei pensieri creativi. Non solo della decorazione del corpo, ma riportando l’uomo all’interno del processo creativo. Ripensiamo al saper fare con le mani. Abbiamo creato l’etichetta Made in Italy. Una sorta di ponte che dal passato porta al futuro. Un saper fare eccelso, fino alla digitalizzazione, la proiezione del futuro stesso. Due facce della stessa medaglia che legano fortemente due aspetti, quello manuale e quello tecnologico, dove l’uomo torna ad essere al centro del pensiero». E poi un passaggio sulla nuova nomina e Ferragamo: «Questo è stato un momento di grande commozione – aggiunge Giornetti – un momento della mia carriera estremamente alto. Sono stato direttore creativo del brand Ferragamo, parliamo di uno tra i primi grandi designer della calzatura al mondo, penso alla raffia, al sughero o al filo da pesca. Un brand che già cento anni fa aveva capito la potenzialità di sperimentare sul materiale o di legare il volto ad un prodotto, come fanno oggi gli influencer. Soluzioni alternative che penso la pandemia possa accendere e portare nuovi valori creativi». Infine qualche parola su Carrara: «Nessuno è profeta in patria – conclude – mi piacerebbe fare un progetto che coinvolga la mia città. I progetti sono tanti, il legame con Carrara c’è e sempre stato». Alessandra Poggi
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