Sicurezza
Pieruccini suggerisce al consigliere di «andarsene a casa»
carrara. «In coerenza con la nostra cultura garantista, riteniamo che sul “caso-Lapucci” debba essere la magistratura a pronunciarsi sulla legittimità del concorso. A suscitare la nostra attenzione sono invece le sue dichiarazioni, soprattutto quando afferma: “Mi sento il più lontano possibile dalle persone che rappresentano ora il centrodestra a Carrara”. A questo proposito rispondiamo: se ne vada pure a casa allora! La dinamica dei voltagabbana ormai è semplice e si fonda sul fatto che nella nostra Carta costituzionale non esiste il vincolo di mandato e Lapucci l’ha utilizzata benissimo a seconda della propria convenienza o riconoscenza».
Sul secondo termine, afferma Nicola Pieruccini (Lega) aspettiamo le elezioni provinciali e poi ne riparliamo. «Il Lello Ciampolillo del Carrione, è bene ricordarlo, è arrivato in consiglio comunale per grazia ricevuta, dopo le dimissioni del candidato sindaco della coalizione di centrodestra, Maurizio Lorenzoni. Ma sulle strategie di trasmigrare in altri partiti, il neoconsigliere Lapucci aveva già le idee chiare e i fatti oggi hanno trovato conferma. Il primo tradimento lo aveva già messo in atto con le elezioni dei consiglieri provinciali quando, dopo aver dato il suo assenso per votare Cofrancesco il suo voto poi lo aveva dato ad Andrea Vannucci, regalandogli la possibilità di diventare l’ago della bilancia in consiglio provinciale. Poi, dopo mesi di ammiccamenti e abboccamenti con Italia Viva, il consigliere aveva partecipato alle riunioni assieme agli iscritti di spicco a livello provinciale, quando si è persino paventato che si candidasse per il partito di Renzi alle elezioni regionali. È bene ricordare che, a nome di Italia Viva, si alzò in consiglio comunale per presentare una mozione sul Ponte di Avenza».
Sono mesi che la Lega «contesta al Lapucci gli strani rapporti intrattenuti con tutto l’arco politico presente a Carrara e anche oltre. Se ne era anche andato a braccetto con i 5 Stelle con cui aveva firmato diverse mozioni. Oggi che i nostri dubbi stanno diventando certezza, non possiamo che rammaricarci del fatto che egli, pur libero di cambiare idea in così poco tempo, eticamente non abbia alcun diritto di farlo, mantenendo un seggio ottenuto con una coalizione alternativa rispetto a quella in cui si accingerebbe a sbarcare.
«Peraltro il consigliere Lorenzo Lapucci, non avendo mai trovato argomenti validi per rispondere alle critiche, non fa altro che minacciare querele: faccia pure! Non abbiamo niente da nascondere noi, parlano i fatti. Questi sì che sono atteggiamenti personalistici e non politici ma purtroppo gli elettori e i militanti non hanno armi legali per contrastare un fenomeno così perverso: se prendi un impegno lo rispetti altrimenti ti dimetti o cambi partito».
Conclude Pieruccini: «Per lo spettacolo imbarazzante di questi giorni, ma soprattutto perché con arroganza alla domanda della giornalista sul perché non si dimetta, il Ciampolillo del Carrione risponde: in consiglio porto me stesso e le mie idee. Ma quando e dove dato, se nonostante si presenti all’appello del Consiglio per prendere il gettone di presenza poi sparisce e non vota mai? Sara per questo che non se lo è ancora preso nessuno? ». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google