Il Tirreno

Balestri / 3 

La proposta: una rete di piste per unire le due città e le marine

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Massa-Carrara. Concludiamo questa carrellata insieme al dottor Andrea Balestri con un bilancio su cosa è cambiato. «Nel bilancio del territorio degli ultimi 20 anni, insieme a tanti nodi irrisolti, ci sono numerose poste attive. Quando, agli inizi del 2000, fu varato il progetto della strada dei marmi, a Firenze nessuno avrebbe scommesso sulla sua realizzazione; invece l’opera è stata portata a termine con tenacia. Pensiamo anche a cosa hanno rappresentato i grandi moduli del Pignone, alla rinascita per nulla scontata di Nca e della D’Avenza, a imprese che potrebbero tranquillamente insediarsi altrove come Ambiente, B-Nova o Iglom ma che hanno messo solide radici qui; agli investimenti negli show room delle lastre di marmo; alla risistemazione della logistica portuale e retroportuale; all’Accademia; alla crescita della micro imprenditorialità turistica in Lunigiana e sui lidi. Forse non è abbastanza, ma è su questa base che si deve provare a costruire un progetto per le giovani generazioni».

E dell’Associazione industriali, che dice? «Per tutti i problemi che ho ricordato, le medaglie che potrei appuntare sul petto della mia esperienza professionale non sono molte. Oltre a dare, come mi era stato chiesto, una scossa culturale ed organizzativa all’Associazione, le soddisfazioni maggiori sono legate ad alcuni traguardi raggiunti grazie ai colleghi: per quanto la nostra fosse una delle 15 associazioni più piccole, in materia di Sin e di energia elettrica non eravamo secondi a nessun’altra territoriale di Confindustria; per molti anni siamo stati anche tra le più innovative in materia di comunicazione. Avevamo costruito, mattone su mattone, un piccolo patrimonio che purtroppo si è perso lungo l’Aurelia. Il tempo dirà se l’ultima impresa, la Fondazione Marmo, riuscirà a seminare empatia tra la comunità e le cave».

Quanti insuccessi...

Balestri osserva: «Nella memoria collettiva è più facile che si fissino più i disastri che i successi. Se pensiamo alla lista di casi problematici come Bic, Zia, le bonifiche, le biennali o le colonie e ora a Imm, a quello che non è stato fatto o è stato sbagliato, credo occorra soprattutto una prova di verità: nessuno, non solo i politici o le classi dirigenti, si dovrebbe considerare estraneo alla lunga serie di insuccessi ».

Consigli? «Pensando alla marmifera, al viale XX settembre e alla zona industriale, credo che negli ultimi anni alla classe dirigente locale siano mancati coraggio e fantasia. Nel cassetto dei progetti da candidare per le prossime occasioni vedrei bene i collegamenti ferroviari per raggiungere il nodo Alta Velocità di Firenze in un’ora; una rete di piste per cicli a pedalata assistita che collega i due centri e le due marine; un progetto con concorso di idee per ripristinare il camminamento tra Marina di Carrara e di Massa pedonalizzando tutta l’area tra il mare e via delle Pinete e le colonie; un disegno territoriale per l’utilizzo in chiave salutista delle copiose risorse idriche ai piedi delle Apuane con piscine, laghetti e spa; qualche resort in alcune cave dismesse. Il progetto di maggiore rottura, ma attuale , sarebbe il collegamento rapido (galleria) Mare Fivizzano: allenterebbe la congestione della costa e, nella prospettiva del 5G, del telelavoro e della rivitalizzazione dei piccoli borghi, potrebbe invertire il declino demografico della Lunigiana».© RIPRODUZIONE RISERVATA



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