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Fondazione Cassa di Carrara, Chericoni ineleggibile? «Ma no... Rinascita non era mica un partito»
Il vicepresidente dell'ente era stato vicepresidente dell'associazione presieduta da Gianenrico Spediacci
Carrara. Sergio Chericoni (foto), vicepresidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara e presidente di Fondazione Progetti (la società strumentale dedicata all’organizzazione del Festival Convivere), oltre che presidente di Confartigianato, poteva essere nominato a fine 2018 nel Comitato di indirizzo (Cdi) della Fondazione stessa e successivamente vicepresidente? Il dubbio nasce per il fatto della sua appartenenza all’associazione Rinascita, di cui è presidente Gianenrico Spediacci, ex candidato a sindaco, e la nomina a componente del Cdi è incompatibile con un ruolo direttivo in un partito nazionale o nei territori di intervento della Fondazione.
Chericoni stesso replica così a questi dubbi di ineleggibilità, relativi alla sua adesione quale vicepresidente nell’associazione di promozione sociale/partecipazione politica/ culturale Rinascita.
«Punto primo – spiega con forza Chericoni – non sono più in Rinascita da giugno 2017, quindi un anno e mezzo prima della mia nomina in Fondazione: dopo il voto al primo turno per le amministrative, non mi ero trovato d’accordo con l’impostazione per il ballottaggio che voleva dare la presidenza e gran parte del resto dell’associazione, e me ne sono andato. Punto secondo, conosco bene lo statuto della Fondazione Cassa di Carrara, e parla di incompatibilità a fronte di un ruolo esecutivo o direttivo in un partito politico. E Rinascita non era e non è un partito, ma un’associazione di promozione. Poi c’è stata una lista elettorale civica, omonima, ma comunque non un partito. Francamente – aggiunge – sono tranquillo, fin dal primo giorno della nomina nel comitato di indirizzo della Fondazione e poi quale vicepresidente, in rappresentanza del mondo delle imprese visto che ero stato indicato dalla Camera di Commercio, ho sempre pensato a lavorare per il meglio, al servizio di una istituzione che è sì privata ma comunque gestisce i fondi nell’interesse pubblico dei territori di cui è espressione. Quest’anno per la prima volta chiudiamo in utile il bilancio di Fondazione Progetti, dopo quindici anni, e come ci hanno riconosciuto tutti, nei due anni di questa nuova governance, abbiamo messo a pulito il bilancio della Fondazione Cassa con la prospettiva, un passo alla volta, di tornare ad erogare almeno 7-800mila euro l’anno, nell’arco di qualche anno, non i 370mila che abbiamo trovato al nostro arrivo. Anche con il nuovo Cda, al quale do il benvenuto e un augurio di buon lavoro, sono sicuro che continueremo a lavorare in questa direzione, del risanamento in trasparenza con investimenti mirati e sicuri».
Da parte sua Gianenrico Spediacci conferma: «Chericoni? Se n’è andato da Rinascita subito dopo le elezioni del 2017. E poi Rinascita era un’associazione, non un partito».M.B.
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