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il botta e risposta 

Barotti attacca Persiani «Sulle colonie sbaglia, non guarda al futuro»

Barotti attacca Persiani «Sulle colonie sbaglia, non guarda al futuro»

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massa. Il Consigliere civico Andrea Barotti replica a Francesco Persiani sulla questione delle colonie in quello che è ormai un botta e risposta tra i due. E scrive: «In questi tre anni ho rispettato, pur non capendolo, il silenzio del primo cittadino che non ha voluto replicare alle mie proposte ed alle mie domande. Il fatto che Persiani si rallegri della mia assenza, dovuta alla protesta per le sedute a distanza, pone dei dubbi sui motivi che impediscono un ritorno, in sicurezza, alle riunioni tradizionali».

Barotti ironizza: «Eppure la Lega, Fdi, Fi volevano portare milioni di italiani alle urne». Il civico continua nel suo attacco: «Il progetto dell'Amministrazione, per la Ugo Pisa e la Filanda, è sbagliato, di conseguenza la partecipazione a quel bando è errata. Il sindaco sembra voler lasciare, sul territorio, un segno, il problema è che quella traccia rischia di pregiudicare la crescita culturale ed economica della città. Penso che sia nei compiti di un'amministrazione intervenire a livello urbanistico per consentire, ad esempio, la trasformazione in sede universitaria di una ex Colonia, di un ex Cotonificio in una Scuola di restauro di tessuti antichi con annesso centro di ricerca, non mi sembra che lo stesso problema sia stato posto per la possibile realizzazione di un centro commerciale nell'area ex Olivetti».

Per Barotti le soluzioni del sindaco sono prive di prospettiva: «Io pongo il tema, piaccia o meno, che il progetto della giunta sovranista non guardi al futuro; il sindaco ammette che qualora la città non dovesse ottenere finanziamenti ci saranno altre possibilità ebbene è a quelle opportunità che dovremmo prepararci per realizzare progetti in settori promettenti! Ambiti, come la formazione universitaria, professionale, sanitaria, che creano occupazione, fanno nascere start up, attirano aziende. Le maggiori città italiane si stanno preparando per non restare escluse da una gara veramente decisiva e quindi sarebbe bene evitare di ritrovarsi senza spazi per progettualità strategiche».

E conclude: «non mi sono ritirato in un eremo ma sull'Aventino; la differenza credo sia notevole. La partecipazione al consiglio non è possibile per la modalità a distanza ma anche per l'assenza della volontà, della maggioranza, di affrontare questioni importanti». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web