Il dolore
Tutti contro l’amministrazione «È mancata la chiarezza»
massa. Sono tutti molto arrabbiati con la gestione del caso acqua potabile da parte del Comune. Confconsumatori, Confimpresa, Pd: un fronte compatto che lamenta la mancanza di informazioni chiare e l’incapacità di gestire la comunicazione con la cittadinanza.
Confconsumatori parla tramite il suo avvocato Francesca Galloni, che prova a fare chiarezza su responsabilità e chiarezza dell’informazione. «Alla luce dei fatti al momento appurati ci preme sottolineare, a nostro parere, come l'unico ente preposto ad effettuare le analisi previste ex lege sulla potabilità dell'acqua sia la Azienda Usl e i suoi uffici preposti: solo quelle devono essere il nostro riferimento». Riguardo alla comunicazione del sindaco, l’associazione ritiene che «l'ordinanza non ha, a nostro parere, tutti i requisiti di una doverosa e corretta informazione ai cittadini, non individuando nello specifico le zone, il perimetro preciso di riferimento che deve essere necessariamente dettagliato. Questo, s soprattutto la nota “ in notturna” trovata sul sito di Gaia spa e sui social, dove in sostanza Gaia spa di fatto contesta la gravità della situazione, minimizzandola, non ha fatto altro che creare confusione e sconcerto nei cittadini contribuendo a ingenerare una informazione poco chiara e corretta».
La consigliera Roberta Dei parla invece di « superficialità con cui è stata gestita l'emergenza idrica da parte del sindaco Persiani, che si è limitato ad incaricare le strutture comunali competenti con un'ordinanza che ha iniziato il suo iter interno al Comune alle ore 16.16, venendo firmata poi dal sindaco alle 18.23. Pensando così forse di scaricare le proprie responsabilità, senza seguire e verificare in prima persona che il dirigente della Protezione Civile Della Pina, attivasse tutti i canali di informazione, compreso il canale telefonico, per contattare i residenti delle aree coinvolte dall’ordinanza. Questo non è accaduto».
C’è poi chi sottolinea lo stato di confusione nel quale sono state gettate le imprese. «L’ordinanza è poco chiara – interviene Daniele Tarantino di Confimpresa Massa Carrara – ed è molto generica e non specifica esattamente le zone colpite. Sono molte le attività e concittadini che si sono rivolte a noi chiedendo spiegazioni. Per esempio: è possibile fare caffè al bar? Di i fatto, molte attività, per precauzione e timore, non hanno potuto lavorare e chiedono urgenti spiegazioni».
Duro anche Il Pd: «L' ordinanza sul divieto di utilizzo dell'acqua potabile appare in contrasto con la necessità di dare indicazioni precise ai cittadini. La indeterminatezza dell'area urbana e suburbana, interessata dall'ordinanza, crea oggettiva preoccupazione tra i cittadini. Non si indicano le cause che hanno determinato l'ordinanza, i tempi e le iniziative necessarie alla soluzione del problema. Ancora una volta questa amministrazione, dà prova della sua inadeguatezza, creando stress tra la gente, già fortemente provate dalla emergenza covid». —
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