Il dolore
Il maltempo è una barriera Salta il recupero della vittima
Non è stato possibile riportare a casa la salma dell’escursionista morto La squadra a terra si è dovuta arrendere. Oggi il Sast prova con due strategie
Libero Red Dolce
filattiera. Fino a ieri sera il maltempo ha opposto una barriera insopportabile ai soccorritori del Soccorso alpino che hanno tentato di recuperare la salma di Paolo Bisaschi, il 61enne originario di Parma che è scivolato sul monte Marmagna per 450 metri perdendo la vita. Ieri una squadra di soccorso ha provato a raggiungere l’alpinista dal basso, ma è dovuto rientrare. Troppi rischi. E nella giornata di oggi si faranno altri due tentativi, studiando soluzioni alternative.
L’uomo è scivolato per 450 metri sul confine tra l’Emilia e la provincia di Massa-Carrara e nonostante siano passati due giorni dalla sua caduta non è stato possibile recuperarlo. Le condizioni meteo infatti sono rimaste completamente avverse.
L'uomo è scivolato per circa sul versante toscano e la caduta è risultata fatale. Sul posto, molto impervio, giovedì furono attivati i servizi regionali del soccorso alpino toscano e dell'Emilia Romagna. Vani i tentativi degli elicotteri regionali Pegaso ed Elipavullo di atterrare in zona. Hanno dovuto rinunciare causa maltempo. E dopo la neve caduta abbondante durante la notte di giovedì la situazione si era fatta ancora più complicata.
Infatti il secondo tentativo di recupero di ieri è stato un fallimento. La squadra a terra ha dovuto rinunciare al contatto partendo dalla parte bassa. Zona troppa pericolosa per fare operare una squadra in sicurezza per portarlo via.
Per oggi sono due le strategie che il Sast metterà in campo. Alternative l’una all’altra. O si proverà con un tentativo dell’elisoccorso, se ci sarà un’apertura del meteo. L’attesa delle condizioni, fino a ieri, era di una mattinata ancora brutta con un miglioramento nel corso della giornata.
L’altro invece è dall’alto, dall’Emilia. Si tenterà di scendere da Lagdei verso il basso con una squadra per raggiungerlo. A quel punto bisognerà fare una valutazione, sempre dipendente dal meteo.
O si cercherà di portare via la salma direttamente, o la si sposterà per portarla in una zona facilmente raggiungibile dall’elisoccorso in un secondo momento.
I tecnici che lo avevano raggiunto giovedì – si tratta degli uomini del soccorso alpino emiliano – non hanno potuto trasportarlo proprio perché l’elicottero non è potuto intervenire. Ma chiaramente hanno segnalato le coordinate in modo da potere raggiungere il luogo con i successivi tentativi di recupero.
Oggi interverranno le forze del soccorso alpino toscano, da varie stazioni, vista la difficoltà dell’intervento, che è molto ostico.
Bisaschi aveva 61 anni, ed era un ex impiegato dell'Unicredit di recente andato in pensione. L'uomo lascia la moglie e i due figli maschi. L’allarme per la sua caduta fu lanciato da un amico che si trovava insieme a lui.
Tra le cause della caduta, probabilmente, anche l’attrezzatura inadatta ad una simile escursione: al momento della caduta risulta infatti che la vittima calzava dei "ramponcini" o "catenelle", dispositivi antiscivolo destinati ad usi non alpinistici od escursionistici su pendio. —
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