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Canali e autorizzazioni nei prossimi giorni l’incontro decisivo

Manuela D’Angelo
Canali e autorizzazioni nei prossimi giorni l’incontro decisivo

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carrara. Piccoli corsi d’acqua nelle cave: ci sarà un incontro ad hoc nei prossimi giorni tra gli uffici dell’assessorato del governo del territorio e dell’ambiente della Regione Toscana, che è al lavoro per la ricerca di una risoluzione. È l’assessore regionale alle infrastrutture che ha tra le deleghe la programmazione e il coordinamento per gli interventi di tutela e valorizzazione del paesaggio Stefano Baccelli che annuncia il tavolo.

Le soluzioni.

Sono stati gli uffici del “suo” settore a studiare inizialmente, infatti, le opzioni sul tavolo, per poi coordinarsi con quelli di ambiente e Genio civile. Ma prima di illustrare quelle che sono le soluzioni al vaglio, anticipate di fatto nell’edizione di ieri dal consigliere regionale Dem Giacomo Bugliani, dice Baccelli: «Prima precisiamo le inesattezze e chiariamo i concetti: la situazione e l’occupazione sine-titulo di un bene del demanio idrico è stata verificata non dalla Regione che non ha davvero creato un problema e semmai sta cercando solo di risolverlo. La prima cosa è questa: non confondiamo la causa e l’effetto», ripete. Archiviate le precisazioni si passa al capitolo proposte per cercare di sciogliere il nodo: «Seppur non sia un problema causato da noi, o da rimpalli amministrativi come ho letto (non c’è alcun “deficit” amministrativo), ci stiamo adoperando per trovare una soluzione; non sarà semplice perché parliamo di un procedimento, di un meccanismo che attualmente non è ancora disciplinato dalle norme», riflette.

E come scritto le ipotesi finite sui tavoli fiorentini sono principalmente due, come conferma lo stesso assessore. Da un lato la sdemanializzazione del bene; un procedimento però dall’iter e dunque dai tempi più complessi e che però andrebbe a risolvere, pare, la questione alla radice, in maniera complessiva.

Dall’altro lato una soluzione alternativa, con tempistiche più strette, tuttavia provvisoria: semplificando, stabilire un canone di occupazione che il privato dovrà poi corrispondere.

Sdemanializzazione o il pagamento di un canone, le opzioni al momento da discutere: «Mi sono occupato del tema con gli uffici e a breve incontreremo il settore dell’assessore all’ambiente e al genio civile Monia Monni per poter trovare insieme la miglior procedura».

I prossimi giorni potrebbero essere dunque decisivi per il nodo sul cosiddetto reticolo idrogeologico, il nuovo fronte che preoccupa al monte e sollevato da Fillea Cgil Massa- Carrara con il caso della cava Polvaccio del gruppo Barattini, con quattro lavoratori coinvolti.

La relazione del 2012

Ma quanti sono questi piccoli corsi d’acqua (o canali) che sono demaniali (leggi Regione) e che scorrono in alcune cave? Un numero significativo, qualche decina; difficile dare un numero preciso, ben circoscritto. E non è semplice neppure, se non carte tecniche alla mano, individuare con esattezza quanti siti estrattivi interesserebbero. —

Luca Barbieri

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