Lutto
Claudia Bienaimè: il progetto d’area stazione già previsto nel 96-97
Carrara, l'architetto interviene sull'urbanistica
Carrara. Sul caso dell’Area della stazione, l’ex consigliere comunale ed ex candidata a sindaco di Carrara Bene Comune e Verdi, Claudia Bienaimè (è anche l’architetto che insieme al cugino Andrea Rigo ha presentato un’osservazione al Poc sull’area di cui la famiglia Forti detiene circa il 70-75%), innanzitutto esprime solidarietà all’assessore Federica Forti, e ricostruisce: «Per chi ha poca memoria vorrei ricordare che il “progetto d’area stazione” era già previsto dal primo piano strutturale che il territorio ha avuto. Il piano portava la firma del Prof. Luciano Pontuale, l’anno era il 1996/1997, Federica Forti aveva 15 anni, la sindaca era Emilia Fazzi Contigli. Anche allora, non ricordo da chi, furono lanciate pesanti accuse su una donna, non assessora, ma con importanti responsabilità politiche in un partito che partecipava all’amministrazione Fazzi Contigli. Quindi questa area ha una sua ragione di esistere da quasi 25 anni». E aggiunge: «Il conflitto di interessi c’è quando una persona antepone il proprio interesse personale, sia economico od altro, all’interesse primario ossia il bene comune. Nel ribadire come già fatto da sindaco ed assessore, e non ho letto qualcuno che afferma il contrario, che quella è area strategica per gli interessi collettivi legati in particolare alla mobilità con mezzi pubblici e alla mobilità dolce ritengo che questo intervento sia “intelligente” e quindi si debba fare. La scelta delle aree è stata ampliamente spiegata dall’assessore Bruschi e mi chiedo quali interessi per la collettività avrebbero portato altre scelte come quelle proposte dal gruppo Insieme per Carrara, che porta come esempio l’intervento a Sud della Stazione, il comparto dell’Aurelia Sud o la zona della Covetta. Lì sì solo interessi privati».
Sostiene ancora l’architetto Bienaimè: «Non voglio dare giudizi complessivi sul nuovo Poc ma è bene sottolineare che il Piano Strutturale vigente Zubbani-Vannucci ha inventato nuove zone di espansione anche negli acquitrini con un pesantissimo consumo di suolo con oltre 1.000.000 di nuovi metri quadri di edificazione. Ovviamente non posso che accogliere favorevolmente la scelta del nuovo Poc che prevede solo poco più di 80.000 mq. Durante la mia presenza in consiglio comunale, all’opposizione della giunta Zubbani, ho sempre affermato che il Poc (l’incarico ai progettisti è del 2014) non sarebbe mai stato approvato dall’amministrazione Zubbani perché sarebbe stato usato come carta elettorale, andata male alla prima ci riprovano con le future elezioni. Sicuramente l’amministrazione 5 stelle non ha pensato a questo uso, e non trarrà i vantaggi di altri visto che il Poc scontenta tanti. In generale preferirei maggiore divulgazione delle proprie scelte di cui fra l’altro la stessa amministrazione si sarebbe giovata. Per quanto riguarda la proprietà delle aree, progettisti seri, una volta accertato l’interesse pubblico preminente, non hanno alcun interesse ad andare a verificare preventivamente la proprietà, perché se così fosse verrebbero esercitate pressioni di varia natura», conclude.
M.B.
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