Il Tirreno

in aula 

Seguita dovunque, 50enne a processo con l’accusa di stalking

C.; S.

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Lunigiana. A settembre dovrà difendersi a processo dall’accusa di stalking, davanti alla giudice monocratica Valentina Prudente. Così ha deciso ieri mattina il giudice dell’udienza preliminare, Dario Berrino: ha ritenuto, infatti, che il quadro probatorio fosse tale da non poter disporre un’archiviazione e ha conseguentemente deciso per il rinvio a giudizio.

L’uomo, un operaio cinquantenne lunigianese, deve difendersi dal reato di stalking: secondo l’accusa ha vessato una trentenne, anche lei lunigianese, per parecchi mesi nel 2018.

L’uomo – stando alla tesi accusatoria – avrebbe seguito la donna dovunque tanto che lei si sarebbe trovata costretta a restare in casa per evitare di incontrarlo. Se in una prima fase ha pensato che si trattasse di coincidenze, presto si è resa conto che lui la seguiva, che non aveva accettato la fine della loro relazione. Così lei lo trovava di fronte ai negozi in cui stava facendo acquisti, nelle vicinanze del luogo di lavoro. E, sempre più spesso, sotto casa al suo rientro. Una presenza continua, assillante.

Spaventata, la trentenne ha quindi deciso di rivolgersi alle forze dell’ordine e ha sporto denuncia contro il cinquantenne.

Sono scattate quindi le indagini: dopo gli accertamenti il pubblico ministero ha ritenuto che esistesse un quadro probatorio tale da chiedere il rinvio a giudizio. Richiesta che ieri il giudice Berrino ha accolto: il prossimo settembre si aprirà il processo.

Ma ieri, in sede di udienza preliminare, è già emersa la tesi difensiva. Lara Balderi, la legale del cinquantenne, ha infatti prodotto una serie di fotografie che ritraggono l’uomo con la trentenne che lo ha denunciato: insieme – stando alla difesa– in contesti di serenità, in molti scatti i due sarebbero al mare. Secondo la difesa quelle immagini sono state immortalate proprio nel periodo durante il quale – stando alla denuncia della donna – sarebbe avvenuto lo stalking. La difesa dovrà però produrre a processo prove certe della data in cui quelle foto, postate poi sui social, sono state realmente scattate.

La parte offesa, ieri, non era presente in aula, all’udienza preliminare, e fino ad ora non ha formalizzato la sua volontà di costituirsi parte civile nel processo. —

C.S.
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