Reddito di cittadinanza, denunciati quattro furbetti
Si tratta di due imprenditori edili e di due donne, tutti residenti a Carrara Nel 2020 hanno riscosso 50mila euro senza avere i requisiti di legge
Tiziana Gori
aulla. In poco più di un anno hanno riscosso 50mila euro di reddito di cittadinanza che non gli spettavano. Con dichiarazioni fraudolente, che attestavano situazioni di difficoltà non veritiere, o magari anche reali ma non tali, secondo la legge, da consentire loro l’accesso al reddito di cittadinanza.
A finire sotto la lente d’ingrandimento dell’Inps e della Guardia di finanza quattro persone, due uomini e due donne, tutti residenti a Carrara. «L’incrocio della nostra banca dati con quella dell’Inps – spiega il colonnello Gabriele Di Guglielmo, comandante della Finanza di Massa-Carrara – ha messo in mostra alcune incongruenze nelle dichiarazioni rese da persone che lo scorso anno hanno percepito il reddito di cittadinanza. Incongruenze, diciamo così, meritevoli di approfondimento».
Le situazioni controllate sono state molte di più, quindi nella maggioranza dei casi il reddito spettava, ma i furbetti continuano a esserci. Eccome. Le indagini portate avanti dalla Tenenza di Aulla di concerto con l’Inps hanno portato alla denuncia alla procura della Repubblica di quattro persone.
Ma come vengono eseguiti, nel concreto, i controlli? Lo spiega Di Guglielmo: «Le Fiamme gialle hanno analizzato le posizioni dei soggetti che hanno richiesto il contributo, nonché quelle dei membri dei rispettivi nuclei familiari, per verificare la sussistenza dei presupposti di legge. A conclusione del controllo, è emerso che quattro persone, nella domanda presentata per ottenere il reddito di cittadinanza, hanno omesso dolosamente di indicare parte delle informazioni reddituali e familiari richieste, ovvero hanno indicato dati falsi, allo scopo di ottenere indebitamente il contributo, comportando, di conseguenza, la loro segnalazione in procura».
Gli stessi sono stati poi segnalati all’Inps per l’avvio della procedura di recupero delle somme illecitamente percepite, ammontanti a quasi 50mila euro. Due dei soggetti denunciati, seppur titolari di imprese edili nel comune di Carrara, hanno omesso anche di presentare le previste dichiarazioni obbligatorie, occultando al fisco i redditi percepiti.
Un’altra indagata, invece, ha dichiarato falsamente di risiedere in un’abitazione presa in locazione per un importo annuo pari a oltre 4mila euro. La quarta denunciata, una donna straniera, ha attestato falsamente di risiedere in Italia da più di dieci anni, ma si trovava in Italia solo dal 2016. I denunciati rischiano una condanna da un minimo di due ad un massimo di sei anni di reclusione.
«Le attività di controllo – conclude Di Guglielmo – testimoniano l’impegno della Finanza nell’azione di contrasto agli illeciti a danno della spesa pubblica nazionale, soprattutto in questo periodo di crisi in cui la corretta distribuzione delle risorse pubbliche è essenziale per non trascurare le esigenze di chi ha realmente bisogno». —
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