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TRASPARENZA, COSA È DAVVERO MANCATO
Carrara, urbanistica e il caso Forti: il commento di Massimo Braglia
Trasparenza: una delle parole chiave di quella che doveva essere la rivoluzione Cinque stelle, è diventata opacità, mancata comunicazione, «lasciateci lavorare». Sulla vicenda dell’assessore alla cultura Federica Forti e del conflitto d’interessi nel piano d’area della stazione Il Tirreno ha scritto molto in questi giorni. In estrema sintesi, una delle aree interessate all’operazione – intervento previsto nel piano strutturale come diversi altri, ma poi recepito, insieme a soli altri tre, in quello che una volta si chiamava regolamento urbanistico e oggi è Piano operativo comunale Poc – insomma una delle aree di poco meno di 39mila metri quadrati è storicamente della famiglia dell’assessore Forti, una delle famiglie imprenditoriali più importanti della città.
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Nel merito dell’opportunità dell’operazione si sono già espresse le forze politiche, oltre al sindaco e all’assessore all’urbanistica (la diretta interessata, a oggi, ha preferito non intervenire, ha invece parlato il padre spiegando che i volumi di costruzione consentiti non sono vantaggiosi): è una ristrutturazione complessiva che permette di trovare parcheggi e nuovi spazi anche per la stazione, insieme a una “casa” per la partenza della ciclabile della Marmifera. Sulla carta, quindi, nell’equilibrio di spazi verdi, parcheggi, sostenibilità ambientale, l’operazione in sé regge, con il dubbio se fosse proprio necessario costruire tutti quegli edifici residenziali. Il vero profilo che non convince è un altro, e riguarda come detto la trasparenza e in generale la correttezza di un rapporto fiduciario d’obbligo tra amministratori e amministrati. La giunta non poteva pensare che rimanesse nascosto il fatto che sull’area di un assessore siano previsti 8.500 metri quadrati di edificabilità, dei quali 5.100 per destinazione residenziale (per un massimo di 200 abitanti), e il resto negozi e uffici; certo, ci sono 25.800 metri quadrati di verde pubblico, parcheggio pubblico e viabilità di progetto, una superficie tanto estesa da far dire appunto a Forti senior che l’operazione non è detto che andrà in porto perché c’è poca edificabilità, ma gli appartamenti e il potenziale guadagno ingente restano. Il sindaco, su tutta questa vicenda, ha espresso un concetto chiaro: se un intervento è valido, non si guarda a chi appartiene l’area interessata. Bene, ma poi, visto che proprio sull’adozione del Poc è stata fatta una conferenza stampa nella quale si sono esaltati i concetti di sostenibilità, sarebbe stato doveroso spiegare: “Guardate, un vasto appezzamento di una delle quattro operazioni scelte fra le varie altre possibili, è di proprietà della famiglia di uno dei sei assessori della giunta. Ma l’operazione è valida e strategica per la città e quindi proseguiamo”. Sarebbe stata una frase trasparente. Però non lo si è detto. «Non c'è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto»: la frase è evangelica, ma anche senza scomodare il Vangelo, come poteva pensare questa amministrazione che Il Tirreno (o altri) non se ne sarebbe accorto? Se i vetri della casa comunale a Cinque stelle sono affumicati, poco trasparenti, il problema c’è. Eccome. —
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