Sicurezza
La Paradiso spa non ci sta: nuovo round in Corte di appello
La società fa ricorso dopo la sentenza di primo grado del tribunale di Massa che aveva decretato 5 milioni di risarcimento dal Comune a Franzoni
carrara. Paradiso Spa e Comune: non è finita, la società ricorre in Appello. Dopo la sentenza di primo grado del tribunale di Massa (la numero 569 del 2020), quella, per intenderci, che aveva decretato attorno ai 5 milioni di euro l'importo per il risarcimento, la società dell'imprenditore Andrea Franzoni chiede la «riforma» della sentenza. È direttamente il Municipio che lo fa sapere con una delibera di giunta nella quale il Comune si costituisce in giudizio e, proprio come accaduto in occasione della prima sentenza, sceglie di affidare l'incarico a un avvocato esterno all'ente, «come richiesto dall’avvocatura civica per impossibilità materiale ad accettare l’incarico», dando mandato agli uffici per le pratiche necessarie. Un incarico a un professionista esterno anche per l'appello, dunque, dopo aver optato per la «costituzione in giudizio da parte della giunta».
La vicenda oltre che essere annosa è anche nota.
Partendo dal “penultimo capitolo” e quindi dalla sentenza di primo grado, nel novembre scorso il tribunale di Massa si era pronunciato sul contenzioso fissando a 5.098.923 milioni di euro, per la precisione, l'importo del risarcimento che il Comune doveva corrispondere alla Paradiso Spa. Una cifra ridimensionata – più della metà – rispetto a quanto era stato annunciato un anno fa. Quando cioè da palazzo civico avevano comunicato dell'accordo di transazione (da 12,5 milioni di euro, di cui 3 milioni alla fine di maggio 2020 e il resto rateizzato, 950 mila euro per 10 anni, come scritto). Poi il Municipio, nella primavera successiva, aveva revocato l'incarico al consulente per la questione affidandone uno nuovo al professor Antonio Scudieri – presidente onorario di sezione della Corte dei Conti e docente di contabilità pubblica – per valutare l'intera vicenda, come avevamo anticipato. «Il professore aveva rimesso in dubbio e ridimensionato la quantificazione del risarcimento per la controversia, escludendo la possibilità per una pubblica amministrazione di sottoscrivere una transazione alla cifra individuata e smontando uno degli elementi cardine che avevano fatto prendere in considerazione l'ipotesi stessa della transazione, ovvero la possibilità di diluire in dieci anni il risarcimento», ricapitolavano dal Comune. E si arriva nuovamente alla sentenza dell'autunno nella quale l'importo del risarcimento veniva tradotto in poco più di 5 milioni di euro. E ovviamente la cifra, confrontata con quella della transazione, aveva innescato varie reazioni da parte delle forze politiche.
Più generalmente l'annosa vicenda parte dal 1981 con la gara d'appalto del Comune per la costruzione e la gestione di alcune strutture di edilizia popolare e di un centro commerciale nella zona di Avenza ovest. Paradiso Spa partecipa, ma non si aggiudica la gara e presenta ricorso. Nel 2006 la Corte di Cassazione stabilisce che la società di Franzoni aveva ragione.
Successivamente comincia così, invece, l'iter legale per quantificare l'entità del risarcimento, sintetizzando in breve i vari passaggi della lunga questione. Ora sarà l'appello a provare a mettere la parola fine dopo 40 anni.
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Luca Barbieri
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