Il dolore
Convalida in carcere per l’uomo con l’AK-47
La giudice lo ritiene un soggetto di “allarmante pericolosità” Nel 2017 sparò al padre con una balestra e minacciò la madre
Libero Red Dolce
massa. È considerato un individuo pericoloso, anzi un uomo di «allarmante pericolosità» Diego Lazzoni, trovato un kalashnikov Ak-47 e della polvere da sparo nell’armadio. Ed è per questo che la gip Marta Baldasseroni ieri in tribunale ne ha convalidato l’arresto.
Il timore della procura è che l’uomo, se lasciato «privo di adeguato controllo», possa commettere dei reati utilizzando le armi. Il tutto supportato da un quadro precedente che inquieta gli investigatori.
E si tratta di reati commessi con violenza verso persone. Minacce e violazione di domicilio, in ambito familiare; violenza e resistenza a pubblico ufficiale, lesioni; maltrattamenti familiari.
Di particolare rilievo, motivano dal tribunale, è l’episodio del maggio 2017, per il quale c’è ancora in corso un procedimento penale. Lazzoni, armato di balestra, avrebbe lanciato un dardo contro il padre e minacciatola madre con un punteruolo. Fatto che per il tribunale «conferma ulteriormente la non comune asocialità dell’indagato, la sua pericolosità sociale, e l’attualità e concretezza del rischio di recidivanza». Per la gip insomma, Lazzoni, con quell’armamentario che aveva a disposizione in casa sua, avrebbe potuto fare del male a qualcuno. Da un momento all’altro.
Di fronte alla gip Lazzoni si è avvalso della facoltà di non rispondere e quando fu preso dai carabinieri della compagnia di Carrara, guidati dal maggiore Cristiano Marella, diede una spiegazione che più che convincere destò sospetti.
Disse infatti di avere trovato il fucile, che definì «un’arma giocattolo», in un bosco. E chela utilizzava per giocare a softair. Versioni contrastanti e poco credibili per i militari. Così come il racconto che la polvere da sparo gli sarebbe servita per fabbricare fuochi d’artificio da sparare a Capodanno.
Ma le preoccupazioni del tribunale non finiscono qui. C’è infatti il capitolo del silenziatore, un prodotto artigianale adatto per essere utilizzato con il kalashnikov.
Il possesso di quella che la gip definisce «un’arma micidiale», insieme a un silenziatore, indicherebbe che «l’indagato possiede capacità non comuni di realizzare, o comunque di reperire tramite terzi, un silenziatore artigianale».
La difesa ha argomentato che la polvere da sparo ritrovata a casa di Lazzoni non è adatta alla ricarica dell’Ak-47, ma per il tribunale non esclude la gravità dei fatti, anche considerando che l’uomo aveva con sé due caricatori di munizioni compatibili con il fucile. —
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