La manifestazione
«Era più semplice e più utile l’intervento a sud della stazione»
Carrara. «Leggiamo con piacere che il sindaco De Pasquale in evidente imbarazzo in relazione alla vicenda urbanistica che riguarda la famiglia Forti ha trovato una via di uscita ragionevole decantando le virtù del piano strutturale, fatto da quelli di prima, che prevede quel tipo di intervento»: a scriverlo sono i consiglieri di Insieme Per Carrara, Andrea Vannucci, Gianenrico Spediacci e Dante Benedini. E aggiungono: «In effetti il piano strutturale prevede una disciplina volta a ricostruire dei tessuti urbani residenziali nei luoghi in cui insistono delle attività produttive legate al marmo, dismesse o in via di dismissione. Il sistema perequativo introdotto prevede la cessione gratuita al Comune di importanti quantità di quei terreni per consentire la realizzazione dei servizi pubblici. Il sistema - ricordano – è previsto dal Piano strutturale per tutte le aree del comune di Carrara che hanno quelle caratteristiche. È singolare che sia stata decisa l’attivazione soltanto di quella a nord della stazione. A titolo di esempio basti considerare quanto sia di più semplice realizzazione e di maggiore utilità la trasformazione dell’area a sud della stazione dove due depositi manifestano quotidianamente la loro incompatibilità con il tessuto urbano circostante».
«Altro elemento di debolezza del Poc consiste nel fatto che, poiché prevede che non possano essere realizzate attività di trasformazione al coperto nei depositi collocati in area industriale, non si capisce dove potrebbero trovare collocazione le decine di migliaia di metri quadrati di terreno sottratte alla lavorazione del marmo. Ciò è particolarmente odioso se rapportato all’idea a più riprese declinata dal comune di Carrara in sintonia con la Regione Toscana, di orientare la produzione delle cave verso la lavorazione in loco. Vogliamo mandarla a Massa o in Versilia?». E ancora: «Altro punto debole consiste nel privilegiare, in un piano dove non si costruisce praticamente nulla, la costruzione di qualche palazzo. Ci sembrerebbe molto più opportuno incentivare la realizzazione di funzioni legate al terziario ed al commerciale e riservare il residenziale in aree nelle quali sono previste piccole strutture edilizie, come nel caso della Covetta, dove le cessioni gratuite potrebbero consentire di ridisegnare in modo coerente con i tempi attuali, quell’infame maglia viaria e porre un rimedio all’elevato rischio idrogeologico di quei luoghi». Il Gruppo ricorda di aver formulato le proprie proposte di cambiamento del Poc attraverso una osservazione. «L’obbligo di rivedere questo piano è ineludibile: non può essere confuso lo slogan “consumo di suolo zero” con “non si fa nulla tranne che in qualche eccezione”». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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