Sicurezza
Emergenza casa, Usb chiede un’altra graduatoria
Quella ordinaria è uscita da poco, il sindacato ne propone una parallela perché i tempi per avere un alloggio sono lunghi
Ivan Zambelli
massa. «Bene l’uscita della graduatoria, ma adesso bisogna garantire il diritto all'abitare». A gridarlo è l’Unione sindacale di base (Usb), che ieri ha manifestato sotto il Comune di Massa, per i tanti disagi che sta vivendo gran parte della popolazione, indigente e non.
Dichiarata inizialmente per l’ennesimo rinvio della graduatoria, che è stata però pubblicata il giorno seguente, la protesta è stata comunque confermata per i tanti problemi ancora non risolti, come la cosiddetta graduatoria parallela, le condizioni di molti alloggi popolari e di alcune strutture per emergenze abitative. Problemi di lunga data a dire il vero, ma che stanno tornando alla ribalta.
«La graduatoria era attesa da più di un anno – dichiara Elia Buffa, sindacalista Usb – ci erano state date scadenze ad ottobre e natale, poi disattese. Sembra quasi fatto apposta che il giorno dopo l’annuncio della mobilitazione sia uscita; siamo contenti, ma la graduatoria di per sé non risolve i tanti problemi, non basta a garantire il diritto all’abitare».
Infatti, se sulla carta un richiedente potrebbe vedersi assegnare un alloggio, nei fatti questo potrebbe non avvenire nell'immediato; le case disponibili, racconta Laura Albertosi, «sono poche, 42 o 43, ma esistono: però la maggior parte del patrimonio immobiliare di Erp (Edilizia residenziale popolare, ndc) è degli anni ‘70, molte sono sfitte da anni, e necessitano di essere ristrutturate». Quindi, prima di entrare in casa passerà ancora del tempo.
Ma anche quelle attualmente occupate non se la passano meglio: «Abbiamo un’iscritta che gli piove in casa da mesi, muffa dappertutto, e sta aspettando che Erp inizi i lavori, a cui compete la manutenzione». Negli anni tante persone sono finite in strutture per l’emergenza abitativa, che nascono come temporanee, come quella in via delle Tortore, ma diventano stalli a tempo indeterminato, con risvolti degradanti e a tratti paradossali.
Alle Tortore, essendo una soluzione momentanea, alcuni servizi come quello lavanderia, spiega Giacomo Bertelloni, «non sono garantiti. Dovrebbero andare, a proprie spese, in quelle a gettoni, ma mancano i mezzi pubblici, perciò l’unica soluzione sarebbe andare a piedi, con i borsoni. Le persone si ritrovano quindi a lavare vestiti e cibo negli stessi lavandini, perché anche la preparazione dei pasti non è garantita. Con la nuova graduatoria maturano punteggi anche chi è in emergenza abitativa e io immagino che questo sia avvenuto anche grazie alla pressioni del sindacato». Per ovviare a questo inconveniente Usb ha da tempo proposto un’altra graduatoria, chiamata appunto parallela, dedicata alle persone in emergenza abitativa e sulla quale chiedono chiarezza nei criteri di stesura. Insomma, in gran parte problemi di lunga data, non necessariamente imputabili a questa o quella amministrazione, come i sindacalisti riconoscono; ma se i problemi sono vecchi, all’orizzonte ci sono rischi inediti: la crescente crisi economica, ed il possibile sblocco dei licenziamenti e degli sfratti, che potrebbero far saltare il precario equilibrio. —
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