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Scuole, lo scontro politico va avanti a forza di richieste di dimissioni
FIVIZZANO. Non si placano le polemiche tra la minoranza e la giunta comunale guidata dal sindaco Gianluigi Giannetti. Interviene la Lista civica Il Futuro al Centro guidata da Mirco Moscatelli, che sostiene: «Siamo alle comiche con il sindaco che chiede le dimissioni della minoranza».
Secondo Moscatelli «nel chiedere le dimissioni della minoranza, che ha l’unica colpa di aver avuto ragione, forse questa volta Giannetti ha fatto veramente qualcosa a livello nazionale, anzi, probabilmente intercontinentale: una grama figura». Tutta la questione si incentra sull’argomento scuole. «Lo scorso anno il consiglio comunale ha dato mandato al sindaco per ottenere l’Istituto Omnicomprensivo a Fivizzano, visto che era obbiettivo comune di tutte e tre le liste. Risultato: senza avvisare nessuno l’8 dicembre scorso il sindaco comunica sui giornali che il Socio sanitario verrà trasferito ad Aulla. Facemmo presente, anche tramite ben noti manifesti, che nella migliore delle ipotesi era una cavolata e ci venne spiegato che siamo noi a non capire la nuova politica. Successivamente l’amministrazione comunale è partita con il piano scuola, di cui poi qualcuno dovrà spiegare a esempio quali misure sono state prese per dare ospitalità a minorenni dentro l’ostello, condito dal “videomessaggio a caso” della ministra Azzolina e facciamo altrettanto notare che è una rilevante cavolata».
Insomma per la minoranza di Moscatelli «alla prova dei fatti tutte le nostre previsioni si rivelano corrette». E si aggiunge: «Che ti s’inventa lo statista Giannetti? Ovviamente che le minoranze si devono dimettere! Quindi invece del sindaco e tutta la sua maggioranza che hanno dimostrato di capirci meno di nulla devono farlo le minoranze con la motivazione, come riporta il sindaco in una dichiarazione». A questo punto la lista civica lascia ai cittadini la considerazione «su quanto chi esprime una posizione del genere può fare i loro interessi e rappresentarli a livello comprensoriale, noi ora torniamo alla politica seria». — M. L.
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