Sicurezza
Cgil, Cisl e Uil accusano e lanciano una vertenza territoriale di massa
«Istituzioni e società pubbliche dall’Asl a Imm ai Comuni non ci ascoltano e non ci convocano: un insulto ai nostri 40mila iscritti»
massa. Sindacati riuniti per dire che «la distanza con le istituzioni ormai è incolmabile. Nessun rapporto, nessun segnale politico. Siamo soli, con i nostri 40mila iscritti». Parlano Cgil, Cisl e Uil con i loro segretari confederali, Paolo Gozzani, Andrea Figaia e Franco Borghini e denunciano un silenzio istituzionale “che dà i brividi”, richieste di incontri disattesi, da parte di tutti, dai sindaci, al prefetto, i direttori e i presidenti. Lettere senza risposte, proposte mai ascoltate. «Intanto cresce la disoccupazione, la povertà, la mancanza di sviluppo – dice Gozzani – e questo “non governo” dei territori diventa un metodo, perché nel non governo sopravvive solo il più forte e c'è più possibilità di fare gli interessi di pochi».
Allora la strada è unica: «Sarà vertenza territoriale di massa» dicono i sindacati, con una sorta di avvio dei lavori il prossimo lunedì, nella sede della Imm di Marina di Carrara. Le domande senza risposta ad oggi sono tante: «Vorremmo discutere della Imm, degli stipendi della sua governance e dei suoi 24 lavoratori a rischio – ricorda Borghini – perché per adesso abbiamo visto soltanto passerelle politiche, ma nè Comune, nè Regione ci hanno risposto; vorremmo chiedere spiegazioni dei battibecchi tra sindaci sul porto, che ignorano percorsi già avviati e dimenticano di parlare di sviluppo e lavoro». «La contrattazione socio sanitaria è da anni assente – incalza Figaia – Non abbiamo peso, non veniamo coinvolti; per non parlare della direzione generale della Asl con cui non abbiamo mai avuto piacere di parlare da quando è nata l'area vasta. Ma non ci fanno parlare neanche di bonifiche, di infrastrutture, del porto, del turismo e della pandemia Covid che ha messo a nudo la mancanza di una programmazione relativa al settore alberghiero. Mai convocati». «Abbiamo fatto il solco in Regione e al Ministero – dice Gozzani – per lo sviluppo industriale, ma la risposta alla fine è sempre quella degli imprenditori che possono comprare aree dentro il Consorzio zona, come la Gesco o la ex Tabacchi, senza coinvolgere i sindacati sugli obiettivi, sulle destinazioni, sull'occupazione. E poi vorremmo parlare del marmo, che qui sembra quasi un tabù, un settore che da una parte deturpa e distrugge l'ambiente e dall'altro crea conflitti con le comunità locali, perché in troppo pochi si arricchiscono grazie a lui. Occorre pensare ad una filiera che si occupi di lavorare in loco il marmo che in così grandi enormi quantità viene escavato. Il nostro obiettivo deve essere l'incremento occupazionale, la sicurezza idrogeologica, il rispetto ambientale e la salvaguardia del patrimonio produttivo».
Il disagio è tanto e vale 40mila cittadini a cui Cgil, Cisl e Uil danno voce a Massa Carrara. «Le armi a nostra disposizione sanno tutti quali sono – annunciano i sindacati – La nostra sarà una mobilitazione di massa, costante e puntuale. E' bene che insieme si faccia un percorso costruttivo, altrimenti sarà battaglia». — MDA
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