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Costituzione ai diciottenni: la sindaca va casa per casa

Costituzione ai diciottenni: la sindaca va casa per casa

Annullata la cerimonia per ragioni di sicurezza sanitaria, Lucia Baracchini è andata di persona dai neo maggiorenni delle frazioni a consegnare il volume

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PONTREMOLI. Ha scelto il giorno del patrono cittadino, San Geminiano, l’amministrazione civica per la consegna della Costituzione ai neo maggiorenni pontremolesi. Un giorno di festa “strano”, non acceso dal tradizionale grande falò sul greto del fiume a illuminare il cielo notturno, senza i cori delle contrade. E tuttavia riempito di valore civile e simbolico proprio dalla consegna, anch’essa diventata ormai una tradizione di una copia della Costituzione Italian. Come ogni anno, dunque, la sindaca Lucia Baracchini ha voluto perseguire l’intento dando inizio alla consegna a tutti coloro che nel 2021 varcheranno il traguardo del diciottesimo anno d’età, del simbolo e del fondamento dello Stato, dell’essere cittadini e della democrazia. E se negli anni precedenti erano i ragazzi in persona a ritirarla, quest’anno è la sindaca a raggiungerli, casa per casa, e a consegnare il testo direttamente nelle loro mani.

Non è riuscita, Baracchini, a recapitare l’omaggio a tutti i 53 neo-maggiorenni nella giornata del patrono, ma chi ancora non ha ricevuto la sua visita, verrà raggiunto nei prossimi giorni dal lei, dal vicesindaco o da un consigliere comunale, a suggellare l’augurio che il Comune di Pontremoli e il primo cittadino, desiderano inviare loro.

La sindaca ha voluto cominciare dalle frazioni il suo viaggio di consegna, toccando Ceretoli, la Valunga, arrivando così in quei paesi che concorrono in maniera concreta alla creazione e al sentimento di un’identità condivisa, così fondamentale in una realtà come quella del Comune di Pontremoli.

«Ho volutamente scelto di non usare schermi per la connettività per portarvi il nostro augurio – ha spiegato Lucia Baracchini nella lettera che ha accompagnato la consegna – , ma di raggiungervi, per avere quel contatto visivo, oggi ancora più “forte e importante” per l’effetto di “evidenza” che l’indossare la mascherina determina, che permetta a noi ed a voi di sentirci vicini, di vederci attori di quel processo di scambio e interazione di cui ogni essere umano ha bisogno, di sentire e vedere, di toccare con mano l’esperienza di Stato come persona, fatto di noi e del nostro vicino di casa, che chiede e merita rispetto, amore e impegno. Uno Stato che deve essere custodito e sempre ri - costruito per noi stessi, per le nostre famiglie, per gli anziani, mai colpiti come in questi ultimi mesi, così come per i più piccoli, per i quali dovremo essere pronti a “inventare compensazioni”».

Un gesto simbolico che vuole andare oltre il distanziamento fisico, seppur rispettato, per privilegiare, ha spiegato ancora la prima cittadina «sensazioni riscontrabili esclusivamente nell’incontro e nello scambio di uno sguardo, di un sorriso, seppur coperto dalla fredda ed ormai onnipresente mascherina, che tutto può fuorché nascondere le emozioni che attraverso gli occhi risultano forti ed immediate, evidenti e fortissime».

«Lasciate che gli occhi raccontino di voi stessi – ha concluso Baracchini –. Lasciate che le parole della Costituzione diventino faro del vostro agire. Lasciate che il vostro sguardo, alla sera, punti al cielo, alla ricerca di quella stella che si chiama Pontremoli e in quel momento pensate ai vostri 18 anni e, se potete, ringraziate tutti coloro che vi hanno aiutato a diventare ciò che sarete». —



 

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