Sicurezza
«No a grandi operazioni ma diffusa riqualificazione»
Il punto in fase di adozione del poc
Carrara. Nell’agosto scorso, nel presentare l’adozione del Piano operativo comunale Poc, il sindaco Francesco De Pasquale aveva parlato di intervento che contribuisce ad avviare la città «verso uno sviluppo sostenibile e resiliente». Un Piano che l’assessore all’Urbanistica Maurizio Bruschi aveva definito «di transizione» e «di innovazione». «È innovativo perché pone la questione ambientale al centro, sceglie di contenere il nuovo consumo di suolo e di favorire il riuso dell’esistente», aveva aggiunto Bruschi. L’assessore all’Urbanistica aveva poi spiegato che «gli studi geologici e idraulici hanno messo chiaramente in evidenza che Carrara ha pagato un caro prezzo in termini ambientali e merita di essere risarcita». Perciò, l’amministrazione aveva messo a punto un Piano che punta a «prevenire i rischi tenendo conto del cambiamento climatico, a riallacciare i nodi del sistema ambientale, a ridurre le situazioni di degrado e innalzare la qualità della vita dei residenti, il tutto anche mediante misure di compensazione e di mitigazione ambientale». Il piano – era stato sottolineato – «abbandona i grandi progetti, le grandi operazioni immobiliari e punta piuttosto su processi diffusi di riqualificazione da effettuarsi con investimenti contenuti, contenendo il consumo di suolo e puntando sulla valorizzazione e il recupero dell’esistente». Tra gli interventi simbolo del Piano operativo, Villa Ceci, San Martino, Avenza Stazione e l’area ex Enichem. Si sosteneva inoltre che «a conferma del cambio di linea rispetto al passato basti pensare che la superficie edificabile prevista nel nuovo Poc è complessivamente di 80.290 metri quadri. Il totale del dimensionamento impegnato dal Piano Operativo corrisponde al 6,3% del totale di Piano Strutturale e nel territorio urbanizzato il dimensionamento per la residenza è pari al 5,7% del totale stabilito dal Piano Strutturale». Nello specifico per Avenza, «il Poc prevede la realizzazione di un nuovo polo intermodale nei pressi della stazione ferroviaria con un grande parcheggio scambiatore collegato al tracciato della nuova marmifera: questa approderà nell’area di San Martino dove sarà realizzato un parco pubblico di 16mila metri quadri».M.B.
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