Il Tirreno

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La spiaggia la puliamo noi Surfer e velisti in azione

Ivan Zambelli
La spiaggia la puliamo noi Surfer e velisti in azione

Raccolti 250 kg. di rifiuti sull’arenile e tra gli scogli davanti a piazza Bad Kissingen Al lavoro anche famiglie con bambini. Gli organizzatori: l’emergenza è la plastica

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massa. Almeno 250 chilogrammi di rifiuti raccolti durante la pulizia delle spiagge organizzata da Francesca Galeazzi della Asd Vertigo e Federico Maggiani di Apua Surf, in collaborazione con Comune di Massa e Asmiu. Sabato mattina surfisti e velisti, persone che vivono il mare ma anche famiglie con bambini, si sono ritrovati davanti piazza Bad Kissingen per pulire l’arenile circostante. Le “squadre” di pulizia hanno fatto un “ricco” bottino: 60 kg di rifiuti definiti ingombranti, 90 di “rur”, “rifiuti urbani residui”, e 100 di plastica (sono i numeri forniti Asmiu). Rifiuti che non erano solo sulla spiaggia, ma anche, anzi soprattutto, incastrati tra le scogliere, lontani dagli occhi e impossibili da raggiungere con le ruspe.

Nonostante il duro lavoro è stata una mattinata all’insegna della compagnia e del divertimento, specie per i più piccoli: «É andata alla grande – commenta Francesca Galeazzi – ci aspettavamo un po' di gente ma non così tanta. In un’ora e mezzo abbiamo fatto tutta la spiaggia, e le persone si sono estese alle altre. Sono venuti tanti bimbi, famiglie, molti curiosi si sono aggregati. Ho apprezzato particolarmente l’impegno dei bimbi, che l’hanno vissuto come un gioco, ma con l’obiettivo di pulire». E in effetti, i più impegnati erano proprio loro, che con dovizia di particolare passavano al setaccio la spiaggia.

Il progetto è iniziata con questa spiaggia, ma l’idea è quella di estendere l’iniziativa anche ad altre: ad esempio la spiaggia libera della Partaccia, o le scogliere davanti alle ex colonie, che non possono essere raschiate come gli arenili. Come sottolineato da Galeazzi, «l’importante non è solo pulire, quanto far prendere coscienza alle persone, tutte, sulle conseguenze di questi comportamenti dannosi».

Secondo Federico Maggiani «lo sporco non è tanto il copertone, ma la plastica, che è uno dei materiali più dannosi ma anche tra i più diffusi. Le plastiche si sfaldano, diventando microplastiche. Non si vedono, ma il mare è pieno, ed entrano nella catena alimentare, venendo ingerite dai pesci che poi ci ritroviamo in tavola. Non saremo noi a risolvere il problema, ma almeno facciamo la nostra parte, sensibilizzando sull’usare il meno possibile la plastica, specie quella monouso, e a non disperdere i rifiuti». Per Maggiani non bisogna tanto informare le nuove generazioni, ma quelle vecchie: «Con la scuola surf ci rendiamo conto che i bimbi sono molto interessati all'ambiente, meno soggetti a sporcare o a buttare le cose in terra, usano le borracce e sono più attenti agli sprechi. Non sono loro a sversare nei fiumi o ad interrare i rifiuti; sono le generazioni dei nostri padri e dei nostri nonni. E bisogna fargli capire che, oltre a danneggiare se stessi, faranno dei danni ai loro figli e nipoti».

La prossima pulizia è già in cantiere ed è prevista per il 20 febbraio prossimo. Gli organizzatori fanno sapere che chi vuole può portarsi avanti: basta andare in spiaggia a fare una passeggiata, e nel mentre raccogliere i rifiuti; magari senza usare guanti di plastica o sacchetti non idonei. —

Ivan Zambelli

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