Gioco
Gneri: falegnameria, niente crisi Ricci: agenzie di viaggio morte
Massa-Carrara. Proseguiamo nel riferire i pareri raccolti da Confartigianato nella tavola rotonda organizzata dal presidente Sergio Chericoni e dal direttore Gabriele Mascardi.
Sabrina Carducci, gommista: «Il problema maggiore? La burocrazia per ottenere gli aiuti, senza il commercialista sarebbe stato impossibile fare la domanda». Emanuela Bondielli, parrucchiere, centro estetico e solarium: «Le perdite ci sono state, sotto tutti i punti di vista. Prima avevamo clienti che venivano anche due volte a settimana: piega, smalto, ritocco. Per essere sempre in ordine. Ora con lo smart working è già tanto se ogni 15 giorni fanno la ricrescita, la ceretta una volta ogni sette giorni. Senza parlare del lavoro nero che non ha alcun rispetto delle regole mentre ormai i nostri saloni sembrano sale operatorie».
Donato Gneri, falegnameria e verniciatura: «Il mio settore, sinceramente, non ha sentito crisi. Adesso abbiamo 5 dipendenti e uno è stato assunto qualche mese fa».
Gabriele Giovanelli, ristorazione: «Ho perso quasi il 36% del fatturato rispetto all’anno precedente, da 750 fatture del 2019, l’anno scorso ne ho fatte 350. La gente ha paura? No, anzi il sabato e la domenica a pranzo sono ancora più maleducati, non rispettano quelle poche regole semplici che bastano a evitare la diffusione del virus». Andrea Ianni, carrozzeria: «Il maggior problema è arrivato dalle spese non previste per i protocolli di sicurezza e le sanificazioni. I ristori? Un piccolo aiuto, una miseria».
Ombretta Ricci, agenzia di viaggio: «Il nostro settore è completamente morto. La perdita si aggira attorno al 90%, un’agenzia di viaggio su cinque chiude, gli altri resistono dopo aver trasferito l’ufficio a casa per non pagare l’affitto». © RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
