Il Tirreno

nota congiunta dei sindacati 

Carrarafiere, manca ancora l’approvazione del bilancio 2019

L.B.
Carrarafiere, manca ancora l’approvazione del bilancio 2019

Si ipotizzano perdite di oltre due milioni, i lavoratori in cassa integrazione «Chi ha sbagliato dovrà renderne conto, ora un serio piano di risanamento»

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Carrara. «Ancora qua...». Tornano sulla vicenda Imm-CarraraFiere le sigle sindacali Cgil Filcams, Cisl Fisascat e Uil Tucs con una nota in cui fanno il punto della situazione mentre, fanno sapere, «insieme al personale sono in attesa di notizie, ormai da diverso tempo». E riepilogano: «Durante lo scorso anno, oltre alla pandemia, l’azienda ha dovuto affrontare una crisi che, purtroppo, era nota da anni, ma nessuno vi aveva posto rimedio, né i vertici aziendali né la proprietà (ricordiamo a maggioranza pubblica in ordine Comune e Regione Toscana) né i soci pur presenti in cda e a conoscenza della situazione interna, più volte denunciata dai sindacati». Dopo la premessa, continuano: «Ancora oggi non è stato approvato il bilancio 2019, pare con perdita di oltre 2 milioni di euro. Dopo esercizi in cui le perdite si attestavano sotto il milione di euro. E dopo la presentazione di un piano di risanamento votato dai soci a ottobre 2019 insieme al bilancio 2018 sulla base dei numeri dichiarati dall’allora dirigenza aziendale e rivelatisi poi molto diversi dalla realtà, senza peraltro verifica (dei soci) della semestrale dell’anno allora in corso 2019».

E aggiungono: «Chi ha sbagliato dovrà renderne conto al personale e alla comunità visto che si tratta di soldi pubblici, non dimentichiamo il dovere di agire secondo diligenza nell’amministrare e il dovere dei soci di verificare periodicamente i conti della società. Il personale è in cassa integrazione da quasi un anno (25 marzo 2020), salvo chi ha lavorato – poco – a qualche progetto nel corso di questi mesi (mancando peraltro la rotazione concordata negli accordi sindacali di Fis Covid), e i pochi che fanno qualche giornata per garantire servizio alla centrale di tracciamento Asl». «Il nuovo amministratore unico, in carica dal 17 settembre 2020, ha analizzato gli ultimi bilanci approvati e il bilancio 2019 (non ancora approvato) per cercare di redigere un serio piano di risanamento (con l’aiuto del personale interno) da presentare ai soci – proseguono –. Ci si aspetta che si eliminino i costi non necessari valutando anche i risultati conseguiti, in primis il taglio alle consulenze esterne non necessarie (oltre 200mila euro). Se non fosse così e venissero penalizzati solo i lavoratori con il taglio di ore di lavoro, tutto il territorio subirebbe un’altra sconfitta da imputare a mancanza di volontà politica a intervenire in tempi utili. Se l’obiettivo era distruggere l’azienda, ci sono quasi riusciti...». E la chiosa: «Ci si attende la ripresa delle attività (situazione Covid permettendo) caratteristiche dell’azienda nel secondo semestre 2021 e nel 2022 con il relativo rientro dei lavoratori». Si ricorda che l’attività principale per cui è nata Imm è il marmo, ora si «aspettano con i lavoratori la presentazione del piano di risanamento per verificare l’inserimento di quanto previsto e soprattutto la continuità dell’attività».

L.B.

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