Il Tirreno

L’economia 

Artigiani al bivio: «Servono progetti»

R.C.
Artigiani al bivio: «Servono progetti»

Confartigianato punta a coinvolgere le amministrazioni: «Bisogna produrre, occorrono finanziamenti sennò è la fine»

3 MINUTI DI LETTURA





Massa-Carrara. «La pandemia ha colpito tutti ma non allo stesso modo. L’emergenza sanitaria ha avuto effetti devastanti anche su ampie fette dell’economia globale ma, soprattutto, locale». Questo il punto di partenza per la riflessione promossa da Confartigianato Massa-Carrara che ha voluto ascoltare le testimonianze dirette degli imprenditori di tante categorie: un incontro coordinato dal presidente Sergio Chericoni con il supporto del direttore dell’associazione di categoria, Gabriele Mascardi. «Ne è emerso un quadro estremamente chiaro che mette in luce diversi aspetti degli effetti della pandemia. C’è la paura, prima di tutto, che sta mettendo in ginocchio tanti settori: paura del virus, certo, ma soprattutto la paura del domani – sottolinea Chericoni - Il settore dell’estetica e del benessere, come noto, ha avuto un duro contraccolpo dovuto alle chiusure forzate, alle restrizioni e agli accorgimenti di sicurezza per poter riaprire l’attività. Ristoranti e locali stanno esaurendo risorse e risparmi per cercare di tirare avanti e non licenziare nessuno mentre ancora perdono un’enorme fetta di affari visto che non possono restare aperti al pubblico dopo le 18 e dopo quell’ora possono fare solo asporto. Tutto il settore turistico, poi, è letteralmente in ginocchio, quasi morto: non ci sono turisti, non si fanno vacanze. È tutto fermo, le agenzie di viaggio chiudono a ritmi incontrollabili». E le misure attuate dal Governo? «Pensiamo all’edilizia – dichiara ancora il presidente di Confartigianato -, che di fatto non ha mai chiuso. Eppure le lungaggini dovute alla burocrazia per l’applicazione del super bonus 110% stanno fermando tantissimi lavori. Le persone aspettano di avere risposte certe sul super bonus, che richiedono mesi, e nel frattempo rimandano gli interventi e così le ditte restano al palo». Tanti aspetti che Confartigianato ha raccolto da varie categorie per un report che porterà presto all’attenzione delle istituzioni: «L’obiettivo è instaurare dei tavoli programmatici con le pubbliche amministrazioni per discutere della situazione attuale e riuscire a costruire progetti che guardino al futuro, oltre l’emergenza Covid-19 perché il Paese e il territorio devono tornare a produrre altrimenti facciamo tutti banca rotta. Coinvolgeremo anche la Confartigianato regionale e nazionale su progetti di ampio respiro – conclude Chericoni -, in grado di ottenere i finanziamenti a disposizione anche a fondo perduto su scelte strategiche».

Ecco gli imprenditori sentiti. Emil Turba, edilizia: «I bonus del settore edilizia e il superbonus 110% possono rappresentare un importante strumento di rilancio ma al momento stanno ottenendo l’effetto contrario: è molto complesso ottenere tutta la documentazione burocratica e le persone aspettano a iniziare i lavori fino a quando non hanno la certezza di poter usufruire dei vantaggi. E così le imprese edili restano ferme».

Isabella Pelliccia, bar-tabaccheria e lavanderia: «Riesco a malapena ad andare avanti, grazie in particolare ai tabacchi. Ma il bar lavora un po’ la mattina e poi nulla al pomeriggio». Silvia Bazzali, centro estetico: «Le persone hanno paura, soprattutto economica: mancano i soldi. E con questo stile di vita non hanno bisogno di noi: stanno chiusi in casa, lavorano a casa, non escono. Stanno in tuta e fanno il minimo indispensabile».R.C.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web