Il Tirreno

in tribunale 

Lui, lei e l’altra: una coppia accusata di stalking

Libero Red Dolce

Tra i due e la donna c’erano degli attriti già passati dalle aule di giustizia. Lei li accusa di pedinarla per metterle paura

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massa. Un pericoloso intreccio a tre – lui e lei, più un’altra – finisce dal litigio privato nelle aule di tribunale. L’accusa, recepita dalla procura, è quella di stalking. A denunciare è una donna, l’altra appunto, che lamenta come la coppia in questione abbia tenuto atteggiamenti persecutori nei suoi confronti, andando anche davanti al suo posto di lavoro con lo scopo d’intimidirla. E i tre avevano già un passato burrascoso passato per le aule del tribunale di Massa.

Il processo si svolge, e si concluderà, di fronte al gup Dario Berrino, perché gli imputati hanno chiesto di procedere con il rito abbreviato condizionato. E in aula, nell’ultima udienza, è stata ascoltata una testimone, amica della donna imputata.

Una testimonianza che può avere un ruolo rilevante all’interno della dinamica processuale. La donna infatti ha confermato che, in una delle circostanze prese in esame nelle imputazioni, l’imputata si sarebbe trovata con lei da tutt’altra parte rispetto al racconto della parte offesa.

Si tratta di uno degli episodi in cui la signora racconta che la coppia si fosse messa a seguirla, standole alle calcagna, per intimidirla e intimorirla.

Per quanto riguarda l’episodio questo tipo di atteggiamento, stando a quanto dice la teste, parrebbe essere scongiurato. Un episodio che risale a un mattina durante le festività, quando, racconta la testimone, l’imputata l’avrebbe accompagnata a visitare la madre che abita in un casa poco fuori dal centro di Massa.

Alla stessa ora però, secondo le accuse che le sono state mosse dalla parte offesa, la donna, insieme all’altro imputato, si sarebbe invece presentata sul posto di lavoro della parte offesa. In una sorta di appuntamento intimidatorio.

Sull’episodio si sono però concentrate le domande della pm Rossella Soffio, che avrebbe chiesto delle puntualizzazioni riguardo all’orario e altre circostanze. Riscontrando una certa vaghezza nella ricostruzione dei tempi. Anche se la donna non ha mai ritrattato il racconto della visita congiunta alla madre.

D’altro canto c’è un’altra teste oculare, vicina alla parte offesa, che ha raccontato in passato di averla riconosciuta mentre era nei pressi del luogo dove si sarebbe tenuto quell’appuntamento.

La storia ha un precedente. La conoscenza tra i tre risale nel tempo, con l’imputato e la parte offesa che si sarebbe conosciuti in passato e si sarebbero create delle tensioni.

C’è un antefatto. I tre, come detto, nel 2016 finirono davanti al giudice, con la stessa identica composizione. L’accusa che venne rivolta ai due era di molestie e danneggiamento, ma il primo capo cadde perché non venne mai provato. Il danneggiamento invece fu provato: in primo grado il tribunale condannò soltanto la donna per avere rigato l’auto dell’altra donna. A questa sentenza venne opposto appello. E, per complicare ulteriormente la faccenda, l’imputata sostiene di essere lei la vittima dello stalking. La discussione e la sentenza sono state fissate per il prossimo 3 marzo. —

Libero Red Dolce

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