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La Tari non fu pagata, respinto il ricorso di un’azienda del marmo
carrara. Tari non pagata, la commissione tributaria provinciale respinge il ricorso di un'azienda del lapideo carrarese (in foto d’archivio, uno scorcio delle cave) dando così ragione al Comune. Aveva fatto ricorso un anno fa circa per chiedere l'annullamento degli avvisi di riscossione ricevuti: quei 50 mila euro cioè che piazza II Giugno aveva accertato e che chiedeva quindi per quanto riguarda il capitolo della tassa sui rifiuti (Tari) per il periodo dal 2014 al 2017. Richiesta che invece l'azienda in questione, la Figaia Cave spa, contestava e tra poco vedremo il perché.
Da quel che trapela infatti, al centro degli accertamenti che erano stati condotti da palazzo civico, ci sarebbe un piazzale di poco più di 11mila metri quadri: per l'impresa del settore marmifero carrarese quello spazio, inserito nell'area di cava, non doveva quindi essere soggetto al pagamento della Tari; a pensarla diversamente gli uffici del Municipio poi pronti a tradurre il mancato introito in 50 mila euro per il periodo che andava appunto dal 2014 fino al 2017.
In quanto piazzale di stoccaggio dei materiali l'azienda è tenuta a pagare la Tari anche per quei circa 11 mila metri quadri: è il concetto del Municipio, in sintesi. L'azienda così fa ricorso nel 2019 che però la commissione tributaria provinciale (di Massa Carrara, sezione 1) ha respinto con sentenza depositata il 29 gennaio scorso dopo l'udienza del 14 dicembre. «Il ricorso è infondato e non merita accoglimento», si legge nei motivi della decisione nei quali si spiega che: «A fronte delle caratteristiche, ubicazione e destinazione delle unità immobiliari», per la commissione spetta all'azienda l'«onere» di fornire «adeguato riscontro della concreta destinazione della porzione immobiliare in questione allo stoccaggio di rifiuti speciali smaltiti direttamente dal produttore ed esenti in quanto tali dalla tassazione». Insomma, un altro ricorso, anche se su ben altra materia, che si aggiunge alla lunga serie di carte bollate tra imprese del marmo e Comune, come abbiamo scritto più volte, in questo periodo.
Il vicesindaco con delega a finanze e lapideo Matteo Martinelli, in un'intervista al Tirreno di qualche settimana fa, aveva detto proprio sulla Tari e le aziende estrattive: «Quest’anno (2020, ndc) siamo riusciti a recuperare 129.293 euro dagli accertamenti sul pagamento della Tari da parte delle attività estrattive, relativi ai pagamenti dovuti per gli anni 2014-2017. Certo la morosità è ancora importante, e per questo arco di tempo ammonta addirittura a 443.739 euro». — Luca Barbieri
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