Sicurezza
Un flash mob per la montagna «Impiantisti in ginocchio»
zeri. Un rintocco di campana in tutti i comuni delle località sciistiche d'Italia, per ricordare “il dramma non solo economico che attanaglia la montagna”. È il flash mob dal titolo #Perchisuonalamontagna", annunciato alle 10 di domani. In occasione dell'evento - spiegano gli organizzatori, tra cui l'Associazione nazionale esercenti funiviari - è prevista una rappresentanza di lavoratori del settore che si unirà al sindaco di ogni paese dove si svolgerà l'iniziativa.
Con molta sincerità né a Cerreto né a Zeri i gestori degli impianti erano stati informati dell’iniziativa. Un’idea suggestiva già dal nome scelto, che ricorda il più celebre romanzo di Ernest Hemingway, “Per chi suona la campana”. C’è da lavorarci un po’ (da avere il via libera del parroco e ottenere la disponibilità del sindaco) ma Maurizio Viaggi, titolare di Zum Zeri, ha intenzione di aderire.
«Quello che stiamo vivendo è un dramma». I continui slittamenti nell’apertura di una stagione che sarebbe stata ricchissima di neve. E la mancanza di ristori agli operatori del settore. «Non siamo stati inseriti nei ristori del primo lockdown, che prendeva in considerazione i fatturati di aprile, quando per noi la stagione era finita. E non si sa niente di ristori in un prossimo decreto. Il nostro settore non esiste. Eppure la montagna vive di neve. Non solo gli impiantisti, vivono dei turisti e degli appassionati di sci che popolano questi luoghi d’inverno i ristoratori, gli albergatori, i b&b, gli agriturismi, le aziende agricole e gli allevamenti.
Personalmente - prosegue Viaggi - ho nove dipendenti in cassa integrazione da mesi, ma c’è anche tutto l’indotto fermo».
Con la Toscana zona gialla quest’ultimo fine settimana Zum Zeri ha aperto l’albrego Gran Baita. «Abbiamo avuto persone, è stato un buon fine settimana. Ne avremmo avute di più potendo usare gli impianti. Credo che una soluzione, nel rispetto delle normative anti Covid, vada trovata. E al più presto. Nemmeno il nostro settore può più permettersi di aspettare. Nessuno di noi impiantisti, purtroppo, crede che ci sarà concesso di riaprire il 15 febbraio (la nuova data indicata dal Governo, ndr)». —
Tiziana Gori
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