Il Tirreno

Aveva 62 anni 

Malore improvviso, muore Bobbiesi difensore della Carrarese degli anni d’oro

M.B.

Arrivò nella stagione 82-83 con Orrico, quella squadra conquistò il terzo posto e la Coppa di C. Lascia una figlia

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CARRARA. Un malore improvviso non ha lasciato scampo a Fabrizio Bobbiesi, 62 anni, ex calciatore, difensore della Carrarese negli anni d'oro 82-83 e 83-84: nell'82-83 gli azzurri neopromossi in C1 con Corrado Orrico allenatore raggiunsero uno straordinario terzo posto dietro Triestina e Padova (e avrebbero meritato la B), vincendo la Coppa Italia di C, e l'anno successivo, con Guido Mammi (poi Benito Mannoni e Giancarlo Guerra), un quarto posto alle spalle di Parma, Bologna e Vicenza.

Bobbiesi dopo due stagioni passò alla Cavese, al Campania Puteolana e al Mantova, sempre distinguendosi, al di là delle ottime doti di giocatore, per la grande umanità e correttezza, dentro e fuori del campo. Era amato e stimato dai tifosi e dai colleghi calciatori, tantissime le espressioni di cordoglio. Dopo aver smesso di giocare a calcio, era rimasto nell'ambiente, facendo l'osservatore per numerose squadre, sempre con competenza e signorilità.

Fabrizio Bobbiesi lascia una figlia, che lavora ad Alba. Aveva anche una casa a Marina di Massa, che comprò quando giocava alla Carrarese e che poi ha sempre utilizzato per lunghi periodi. Era rimasto legato ai compagni di quella Carrarese dei record in C1 (il terzo posto è stato migliorato solo l’anno scorso, dalla piazza d’onore della stagione 2019-2020) e dell’83-84, a luglio c’era stata una bella rimpatriata ospiti di Roberto Aliboni. Scrive Enrico Chicco Lombardi: «Ciao grande Fabrizio Bobbiesi, sei stato per tutti noi un grande amico. Ci siamo conosciuti sui campi quando io ero nell'Albese e tu nel Derthona, poi abbiamo condiviso quella fantastica Carrarese. Avresti meritato molto di più, e sono sicuro che per tutti i ragazzi di quella Carrarese, come me adesso increduli, tu rimarrai sempre nei nostri cuori. Marca tutti lassù, rigorosamente a uomo, ovviamente. Ciao amico nostro, riposa in pace».

In quella squadra, Bobbiesi era infatti un marcatore classico, roccioso e implacabile, ma sportivo, corretto. Arrivava dal Fanfulla, che nella stagione precedente in C2 aveva conquistato un buon piazzamento (il campionato era statao vinto dalla Carrarese). Riuscì subito a ambientarsi e a conquistare tutti con il suo modo di fare gentile fuori dal campo e come detto impeccabile nei 90 minuti. In difesa con lui nella prima stagione c’erano Paolo Rossi, Marco Taffi, Pierluigi Panizza, quest’ultimo carrarino come Paolo “Tito” Corsi, Giampiero Menconi, Davide Del Nero; l’anno successivo si aggiungeva anche Marco Cacciatori, mentre Panizza passava al Parma. I risultati, il gioco, il gran pubblico, hanno reso quegli anni mitici.

Bobbiesi quando si è sentito male era a casa nei pressi di Pavia; ha fatto in tempo a chiamare la sorella, niente lasciava presagire che non ce l’avrebbe fatta. Ma a in ospedale, invece, la situazione è precipitata. La salma è nell’obitorio di Pavia, poi sabato ci sarà la cremazione. Walter Devoti, ex direttore generale azzurro, promotore di incontri e rimpatriate, aggiunge: «Non ci sono parole, Un grande uomo oltre che un grande calciatore».M.B.

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