Il Tirreno

Nuovo scontro con l’amministrazione 

Bernardi: avevo ragione sul dirigente. Il sindaco: nessuno si è dimesso

R.C.

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Carrara. Un altro capitolo nella querelle tra l’ex assessore, e ora consigliere Massimiliano Bernardi e l’amministrazione. Ora lo scontro è sulle “dimissioni” del Dirigente Michele Fiorini Bengasi, che ha lasciato la delega al demanio marittimo per il caso delle concessioni balneari (in foto, la spiaggia). Questa circostanza, secondo Bernardi, dimostra che saremmo di fronte a una «menzogna» del sindaco Francesco De Pasquale che «sulla stampa in data 29 dicembre 2019, aveva falsamente negato la verità. Lo hanno messo con le spalle al muro - aggiunge Bernardi - le dure ed inquietanti parole messe nero su bianco nel documento a lui inviato dallo stesso dirigente Bengasi. Era tutto vero infatti ciò che il sottoscritto aveva scoperto in data 24 Dicembre 2019, e cioè che il dirigente Michele Fiorini Bengasi rimetteva la delega del Demanio Marittimo nelle mani del Sindaco De Pasquale, certo che – come scriveva Bengasi stesso con piglio polemico - il Sindaco avrebbe saputo individuare un soggetto con maggior competenza e tempismo che avrebbe potuto farsi carico del gravoso compito. A causa di un susseguirsi di speranze e smentite infatti proprio alla vigilia di Natale era stata bloccata la procedura per il rinnovo delle concessioni dei balneari da parte del dirigente che, a seguito di non poche polemiche e accese discussioni, alla fine aveva preso carta e penna e aveva scritto al Sindaco De Pasquale e al Dirigente Cristiano Boldrini per denunciare una gravissima situazione. All'egregio signor Sindaco infatti significava che “non sarebbe stato più pensabile né tecnicamente né umanamente poter esercitare una delega“ per interposta persona“ e che il suo operato era stato “pesantemente censurato“ da parte del Segretario Generale dottor Angelo Petrucciani, ma anche dall'Assessore al ramo Giovanni Macchiarini». E conclude: «L’impostazione dei rapporti tra i 5 Stelle e i dirigenti purtroppo si è scontrata con la realtà dell’esperienza concreta, in cui gli organi politici grillini, come abbiamo visto, oppongono ancora la loro resistenza».

La replica

Ma il sindaco ribadisce a Bernardi: «Sulla vicenda concessioni, nessuno si è dimesso». A detta del primo cittadino, «il consigliere Massimiliano Bernardi questa volta consegue il non semplice risultato di darsi ragione da solo smentendo al tempo stesso sé stesso. Sorvolando sull’opportunità di sfruttare la sua posizione politica per divulgare a mezzo stampa una conversazione interna e privata, di cui è entrato in possesso a seguito di un accesso agli atti nel suo ruolo di consigliere comunale, il vaneggiante testo di Bernardi mette insieme in modo strumentalmente confuso questioni tecniche e politiche». «Chi come Bernardi ha fatto parte per decenni di un’amministrazione, dovrebbe sapere come funzionano gli incarichi ai dirigenti e l’organizzazione dei settori. Ancora di più dovrebbe conoscere le differenti dinamiche che regolano gli incarichi politici e quelli amministrativi. Ebbene un dirigente, a differenza di un assessore, non ha deleghe ma ha la responsabilità di uno o più settori che vengono assegnati dall’amministrazione nell’ambito della generale organizzazione della macchina comunale. Un assessore può rimettere una delega o dimettersi, un dirigente no: in quanto dipendente comunale, un dirigente può licenziarsi o comunicare il mancato raggiungimento di un obiettivo. Nel caso citato non è successo nulla di tutto questo: il sindaco quindi a suo tempo ha correttamente smentito la notizia perché come l’accesso agli atti sbandierato da Bernardi conferma, nessuno si è dimesso». «Al di là delle questioni amministrative, per chiarezza nei confronti dei cittadini, vale la pena chiarire che la missiva divulgata dal consigliere rientra in un carteggio articolato sulla delicata vicenda delle concessioni balneari. La lettera citata dal consigliere di opposizione si inserisce all’interno di una dinamica che è parte naturale della vita di un’istituzione: sbandierarla è l’ennesima scorrettezza “alla Bernardi”».R.C.

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