Toscana
Vuoto un alloggio popolare su dieci Rifondazione chiede interventi
massa. Sono da “emergenza” i dati contenuti nel recente rapporto che la Regione Toscana ha realizzato sulla situazione abitativa nel territorio. A cominciare da quello che riguarda la costruzione di nuovi alloggi. Dal report risulta che il 74% degli alloggi popolari sono stati costruiti prima del 1970 e solo il 3% costruito dopo il 2000. Nella provincia di Massa Carrara, poi, sono 425 gli alloggi non utilizzati su 3757 a disposizione: cioè più di un alloggio ogni dieci esistenti non è utilizzabile e oltre la metà di questi, si evince ancora dallo studio della Regione a causa della mancata manutenzione. Tutto ciò a fronte di una domanda di case popolari che resta alta: 1.388 le domande presentate solo 2019.
Una situazione che viene analizzata da Rifondazione comunista, che rintraccia in questi numeri «il fallimento delle politiche della casa nella nostra regione, indipendentemente che a gestire siano compagini di centrodestra, di centrosinistra o Cinque stelle». La scarsità di alloggi di nuova costruzione, sostiene Rifondazione non è una questione di mancanza di risorse: «I soldi per permettere ai Comuni di comprare case dai privati ci sono e abbiamo visto, come è successo a Massa, acquisti di case in collina, con i servizi dei trasporti pubblici lontani oltre due chilometri, ad un prezzo tale che avrebbe permesso di mettere a norma molti più appartamenti di quelli acquisiti. Ci pare chiaro l'intento delle amministrazioni locali e regionali di favorire la rendita immobiliare e magari permettere di fare cassa in un momento di crisi del mercato delle case. Purtroppo questo salvataggio viene fatto con i soldi di tutti noi».
Le responsabilità di tutta questa situazione – che in tempi di Covid diventa ancora più drammatica, sottolinea il partito della sinistra – «sono chiare e sotto gli occhi di tutti: centrodestra e centrosinistra hanno rinunciato al loro ruolo di garanti del benessere collettivo inseguendo le sirene delle rendite immobiliari. E a pagare sono sempre i soliti. Tutto questo con l'aggravante di criteri per l'assegnazione che penalizzano – anche nella legge regionale toscana – la residenzialità di lungo periodo, criteri che sono evidentemente discriminatori: nei giorni scorsi la Corte Costituzionale li ha dichiarati illegittimi (a riguardo della legge abruzzese, ma come si sa essa fa giurisprudenza). Va cambiata quindi profondamente la legge regionale Toscana, va aperta una vertenza perché il tema casa sia al centro delle politiche pubbliche con un nuovo piano casa nazionale per l'edilizia residenziale pubblica, che punti anche alla messa a disposizione del patrimonio pubblico e privato inutilizzato – basta “gente senza case, case senza gente”».
La crisi in corso, è la previsione di Rifondazione, farà ancora di più esplodere il bisogno casa, mentre nell'ultima bozza del Recovery Plan il tema è di fatto misconosciuto. Il governo, la Regione, e anche i Comuni devono pretendere più finanziamenti, sbloccare quelli non assegnati e spendere correttamente quelli che hanno. Se non ora, quando? Nessuno può girarsi dall'altra parte, comprese le amministrazioni locali. Ceto noi non lo faremo». —
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