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Sfiducia a Benedetti, mozione bocciata. La maggioranza lo difende compatta

Ivan Zambelli
Sfiducia a Benedetti, mozione bocciata. La maggioranza lo difende compatta

Respinta l’iniziativa delle opposizioni, duri scambi in consiglio. Il sindaco Francesco Persiani: smettetela di darci dei fascisti 

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MASSA. Approdata e naufragata in consiglio comunale la mozione delle minoranze di revocare dalla presidenza del consiglio comunale Stefano Benedetti: su 31 presenti, 19 contrari, 11 favorevoli e un astenuto. Era del resto un risultato prevedibile, come riconoscono gli stessi proponenti: «Sappiamo che non ci sarebbe stato il consenso della maggioranza – spiega Luana Mencarelli, consigliera dei Cinque Stelle – però la nostra iniziativa serve a dimostrare ai cittadini che tutti, compreso il sindaco, sono in linea con i comportamenti dei Benedetti».

Da cosa nasce questa sfiducia? La lista è lunga: la mozione parla di violazioni delle norme comportamentali, come la mancanza di imparzialità e la mancata tutela dei diritti dei consiglieri, il non aver informato il consiglio sulle vicende giudiziarie che l’hanno coinvolto, la pubblicazione di un fuori onda, il minuto di silenzio per i sediziosi di Capitol Hill. Per rincarare la dose, le minoranze hanno riportato altri episodi che hanno visto Benedetti protagonista: l’aver tolto la bandiera dell’Unione europea dall’ufficio della presidenza, la volontà di spostare il mezzobusto del comandante partigiano Vico, e ancora, le dispute con l’associazione Cerbaja, la pubblicazione del video di Roberta Dei, la chiusura di microfoni, la mancata notifica di atti e documenti. Insomma, per le minoranze il presidente Benedetti, più che un arbitro imparziale e garante del consiglio, è un «tifoso del proprio schieramento». Ma appurato che non sarebbe passata, la discussione si è rivelata l'ennesima occasione per continuare con le rese dei conti.

La maggioranza ha fatto quadrato intorno al presidente, e quasi tutti sono intervenuti, o per difenderlo, o per evidenziare l'incoerenza ed inconsistenza delle opposizioni. La prima critica è arrivata da Alessandro Amorese di Fratelli d’Italia: «Non ci sono le “prove” adottate in questa mozione, avete presentato solo motivazioni politiche, che da regolamento non sono applicabili. Qualche mese fa il Pd era stato contestato per la morbida opposizione; da allora hanno iniziato ad alzare la temperatura, ma nell’antifascismo, la cittadinanza a Mimmo Lucano. Cosette che oltre a far perdere tempo hanno inciso poco sulla vita dei cittadini». A rincarare la dose è Filippo Frugoli, della Lega: «Politicamente non siete niente, fate solo roba spicciola. C’è chi dice che Benedetti è antidemocratico; ma qui c’è gente che tirava sassi e pomodori a Salvini. Danno del fascista a Benedetti ma i nazisti rossi sono quelli che nei fatti non rispettano la democrazia».

C’è anche chi è entrato nel merito della mozione: «É una proposta inconsistente – ribadisce Luca Guadagnucci, Lega – Benedetti vi permette interventi oltre il tempo, tanto che sembra si sia spostato a sinistra; comportamenti lesivi non ne ho rinvenuto traccia, semmai vedo che lui è spesso vittima di virulenti attacchi; sull’episodio Dei ha agito come politico, non come presidente, anche se andava affrontato in altro modo; non ho mai visto un dibattito per fare un minuto di silenzio».

A seguire poi quasi tutti gli altri consiglieri, che hanno sostanzialmente ribadito le rispettive posizioni, e le rispettive accuse. Silente fino alla fine, il sindaco Francesco Persiani ha concluso la discussione, con un pieno appaggio al presidente contestato ribadendo anch’egli l’impostazione sbagliata dell’atto. «La verità è che non accettate di essere minoranza, vi manca la dignità di essere minoranza; non accettate che esista una maggioranza che non sia la vostra e quindi delegittimate l’avversario, date dei fascisti a casaccio; la dovete smettere di darci dei fascisti, razzisti, intolleranti ed illegittimi. Siamo stufi di questo manicheismo dove voi siete il bene ed intorno c’è il male». —


 

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