Italia
Serigrafie di Banksy in mostra alla Fortezza di Firmafede
sarzana. Inaugurata alla Fortezza Firmafede “Early artist known as Banksy”, mostra in cui sono esposte 22 serigrafie originali di Banksy, l'artistadi street art più conosciuto al mondo. «Un atto d'amore, di coraggio e di speranza dopo la chiusura delle strutture museali a causa della pandemia», spiega Pietro Folena, presidente di MetaMorfosi l'associazione che promuove la mostra. Tra le opere portatrici di messaggi etici e di pace ci sarà l'iconica Girl with balloon, votata nel 2017 come l'opera più amata dai britannici. Ma nella mostra che ricorda il percorso artistico del misterioso artista di Bristol, del quale nessuno conosce la vera identità, ci sarà anche Love is in the Air, che riproduce lo stencil apparso nel 2003 a Gerusalemme sul muro che separa israeliani e palestinesi. E ancora Virgin Mary, o Toxic Mary, una critica al ruolo delle religioni nella storia. La mostra è curata da Stefano S. Antonelli e Gianluca Marziani, promossa da MetaMorfosi con il sostegno del Comune.
«Ripartiamo dalla cultura e dall'arte –- ha detto la sindaca Cristina Ponzanelli – . Per questo abbiamo fatto la scelta di organizzare una grande mostra d'arte in questo periodo buio, alzando il livello delle nostre proposte culturali e museali».
Banksy è definito come il più grande artista globale del nuovo millennio, paragonato a Andy Warhol, che coniuga l'evoluzione della Pop Art con il graffitismo degli anni Ottanta, la cultura hip hop e la realtà digitale. Nelle sue creazioni, che compaiono improvvisamente sui muri e nelle strade delle città, spesso anche rubati o rimossi, vengono veicolati potenti messaggi etici e poetici.
A disposizione del pubblico ci sarà un'infografica con schede analitiche su tutte le opere. La mostra, della quale Banksy è a conoscenza pur non essendo coinvolto, è il prodotto di un progetto scientifico indipendente. .La mostra resterà aperta fino al 6 giugno; ingresso 12 euro. Metamorfosi – che produrrà il catalogo acquistabile in Cittadella – consentirà di fotografare le opere esposte ma senza flash né bastoni per i selfie. —
Nicola Morosini
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