Il Tirreno

le prospettive 

«A gennaio sette assunzioni, da Perini si valuterà chi c’è»

Libero Red Dolce

In caso di acquisizione futura non sarebbero previsti scenari di espansione dei cantieri presenti a Marina di Carrara Ci sono Viareggio e La Spezia

2 MINUTI DI LETTURA





carrara. Se “Perini Navi” dovesse diventare parte del marchio “Italian Sea Group” non ci sarebbe in previsione nessuna espansione locale, in termini d’impianti, dei cantieri di Marina. «A Marina di Carrara non abbiamo un centimetro a disposizione – spiega il ceo Giovanni Costantino – siamo pieni sia a terra che in acqua. È proprio per recuperare spazio che abbiamo avviato un importante investimento di espansione del cantiere, sarà pronto nel 2022. Le barche a vela comunque non si farebbero qui».

E dunque espansione “geografica” oltre che aziendale per l’azienda di Marina. Che acquistando all’asta Perini, dovrebbe poi capire cosa fare con gli impianti a Viareggio e La Spezia dove si producono le barche. «Per voler portare avanti un’organizzazione sul prodotto Perini bisognerà vedere dove farlo. Che sia versante ligure o Viareggio, è necessario. I nostri capannoni si sviluppano in altezza, la vela non ha bisogno di questo tipo di volumi. L’alberatura infatti si fa nell’ultima fase, anche dopo il varo. Sarebbe un peccato sprecare il volume».

L’investimento sarà importante, anche se è prematuro provare ad azzardare cifre. Che ovviamente Costantino non renderebbe pubbliche, dovendo vincere una gara. Per farsi un’idea, bisogna sapere che qualche mese fa, quando le difficoltà finanziarie di Perini diventarono piuttosto evidenti, i cantieri liguri Sanlorenzo mostrarono pubblicamente interesse. In quel caso si parlò di un ingresso come soci di maggioranza e la cifra ipotizzata fu di 50 milioni di euro.

Non si sarebbe trattato dell’acquisto integrale, ma va anche detto che con il fallimento il valore conoscerà un probabile decremento.

Il gruppo Perini ha anche vissuto una costante emorragia di personale nell’ultimo anno. Dai 137 totali nel maggio scorso – tra operai, dirigenti e impiegati – si è arrivati ai 107 di fine anno.

Italian Sea Group parte da una realtà di 340 persone a libro paga. «La prima acquisizione che ho fatto contava 13 dipendenti, adesso siamo cresciuti», dice con orgoglio Costantino. «E – aggiunge – continuiamo ad assumere ogni mese; da gennaio a oggi, sono entrati sette nuovi collaboratori».

Ai cantieri viareggini sindacati e dipendenti chiedono garanzie per il futuro. Discorso prematuro, con un’asta di mezzo, che Costantino comunque non schiva. «Non so di quanti dipendenti si tratti. E poi non conosco le competenze negli uffici o in produzione, che eventualmente andranno valutate. Di personale comunque abbiamo bisogno sempre, pensando di ampliare la flotta». E conclude: «Noi vogliamo ridare splendore ai vecchi fasti di Perini. Il mercato lo abbiamo e lo conosciamo, i broker di maggiore valenza ci conoscono... Nella nautica non c’è niente di scontato e veloce». —

Libero Red Dolce

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze