Attenzione
Un ex gioiello da anni in rovina tra degrado e aste deserte
massa. La Colonia Ettore Motta fu costruita nel1 926 su una superficie di 35mila metri quadrati (di cui 7.200 coperti) e dedicata al defunto figlio dell'imprenditore Giacinto Motta, capo del Gruppo Edison. Era dotata di piscina, refettorio, sala medica e di una grande centrale termica, immersa in una grande pineta. Durante la guerra fu ospedae militaredella Marina, e rimase attiva fino agli anni '80. Nel 1991 fu venduta alla srl "Residence Pineta Mare" poco dopo andata fallita e da allora lo stabile è abbandonato e degradato.
Numerosi i blitz delle forze dell'ordine che da decenni cercano di frenare la microcriminalità che si è annidata alla colonia Motta, diventata centro di spaccio, grazie alla sua fisionomia, alle stanze senza più porte e finestre, al parco coperto dai rovi, ottimo per naascondersi. Dal 2017, inoltre, la Motta è in vendita all'asta, a poco prezzo. Aste che, puntualmente, vanno deserte, vista la pochissima appetibilità dell'immobile. Nessuno la vuole comprare, nonostante il prezzo continui a calare: l'ultima volta, a dicembre scorso, la base d'asta arrivò a 2,7 milioni di euro; la prima asta la vide in vendita a 9 milioni. Recentemente, l'armatore Enrico Bogazzi, tramite la Csc Logistica Srl, controllata dalla Porto di Carrara Spa, si è fatto carico del fallimento della Residence (frattanto tornata in possesso della colonia) con un concordato fallimentare messo a punto dal tributarista Giulio Andreani, pagando il passivo della srl ed esponendosi per oltre 5 milioni di euro. In base agli accordi, nel caso non si trovi un acquirente, o nel caso in cui la Motta venga veduta ad un prezzo inferiore ai 5 milioni di euro, la Csc diventerebbe piena proprietaria della colonia, in caso di vendita ad un prezzo maggiore, cosa a questo punto molto improbabile, Bogazzi otterrebbe invece un ritorno economico. — MDA
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