Il Tirreno

la solidarietà ai magistrati 

«Pochi in tribunale ma la politica non ha mai risolto»

«Pochi in tribunale ma la politica non ha mai risolto»

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massa. Sulla situazione della penuria di personale al tribunale avevamo scritto su Il Tirreno nei giorni scorsi. Ora Emilio Romano, segretario Regionale del Movimento Cittadini per il Lavoro, esprime «solidarietà verso la magistratura locale il cui operato è gravato dalla penuria di personale giudicante e amministrativo».

Scrive Romano: «il tribunale di Massa sembra quasi un luogo in abbandono piuttosto che il fiore all’occhiello della giustizia locale, così come si presentava invece qualche anno addietro. Esprimo la massima solidarietà ai nostri magistrati dal momento che sono stati abbandonati al loro destino da parte dei politici che, ad ogni livello istituzionale di appartenenza, non hanno mai manifestato il minimo interesse alle sorti della giustizia apuana. I magistrati, che assieme alle forze dell’ordine tutelano il bene della libertà e della vita di ogni cittadino in applicazione dei principi supremi della carta costituzionale, sono lasciati soli».

Romano vuole ricordare che già nel 2001 ebbe conferma da parte segretario dell’allora ministro della giustizia Castelli, «dell’arrivo a Massa del titolare del dicastero: in quella circostanza il ministro si limitò ad affermare che in Italia vi erano altri cento tribunali in condizioni peggiori del nostro. Ancora oggi nessun esponente politico ha preso la minima iniziativa per occuparsi del problema dei tagli del personale pubblico. Nel 2013 il gip del nostro tribunale aveva dovuto archiviare ben 103 procedimenti penali per scadenza dei termini di prescrizione».

Una situazione complessa e che si va aggravando: «A ciò si aggiungano i sei pensionamenti e i diversi trasferimenti di personale verificatisi nell’anno 2015 e anche recentemente. I fascicoli processuali in attesa di definizione sono centinaia e i magistrati, anche saltando la pausa pranzo e lavorando fino a tardo pomeriggio, non riescono a fare fronte all’immenso lavoro e a sfoltire il lungo elenco dei giudizi ancora in attesa di definizione». —

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di Redazione web